LE COSE CHE (NON) CAMBIANO IN UNA CRISI EPOCALE

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A Potenza è passato tranquillo il primo giorno dopo il terzo annuncio del Presidente del Consiglio dei Ministri, annunci che hanno progressivamente ristretto il campo di azione dei cittadini i quali, però, almeno per quel che è dato di vedere a me nella mia città, hanno deciso di collaborare. Niente panico, niente risse, pochissima gente che va in giro a fare ciò che non potrebbe, controlli serrati. I soliti lucani silenziosi e col piede fermo delle radici contadine che si portano nel sangue.

Scopro con un certo dispiacere che mio padre non potrà più accompagnarmi a fare la spesa, come aveva fatto finora. Lui restava chiuso in macchina, io andavo a comprare ciò che serviva. Uscire la mattina (la spesa in X negozi diversi, il giornale, la frutta, il caffè al bar) era per lui uno spazio di autonomia e libertà che gli pesa moltissimo perdere. Farlo venire con me era un modo per temperare il dispiacere. Ora scopro che possiamo andare solo se io sto seduta davanti e lui dietro, e la cosa mi pare così bizzarra a pensarci che perfino lui preferirà rinunciare. E inoltre possiamo solo uscire per fare strettamente la spesa, fine dei giri in macchina che ci piacevano tanto, con la musica a tutto volume a percorrere le strade di città su e giù. Torneremo a girare a vuoto, papi, te lo prometto, dico a me stessa e a lui come se fosse una promessa che è in mio potere mantenere (e non lo è). 

La generazione degli ottantenni in questa parte di mondo è nata sotto le bombe della II Guerra Mondiale; quando era nella età di mezzo ha vissuto il terremoto del 1980; forse non meritava di dover passare anche la quarantena in una pandemia di coronavirus arrivati ad un’età nella quale sei stanco di combattere, e vuoi solo goderti la serenità che sei riuscito a costruirti.

Un mio contatto su Twitter mi faceva notare come siano diventate improvvisamente incongruenti e alieni gli spot che passano in tv. Chi ha voglia, oggi, di scegliersi una macchina, di pensare ad una ristrutturazione o a comprarsi casa? La palma d’oro spetta allo spot del Crodino, che dopo anni di produzioni veramente imbarazzanti per quanto erano brutte, ha rispolverato lo scimmione di alcuni anni fa e ha creato uno spot che si chiude con un invito a stare tutti vicini, ad abbracciarsi, a fare festa. Un tempismo veramente sfigato. 

Ci chiediamo da più parti cosa cambierà, quando questa tempesta sarà passata. Se ne usciremo migliori o peggiori. E soprattutto, se avremo imparato la lezione. Su quest’ultimo punto mi permetto di essere pessimista. Abbiamo tutti memoria cortissima, in questo mio bellissimo eroico Paese. Le mascherine e le amuchine torneranno ad essere un bene di nicchia, smonteremo anche noi gli ospedali provvisori, come hanno fatto in Cina, e quando dovremo leccarci le ferite il personale sanitario e gli insegnanti torneranno ad essere bistrattati, e il Governo tornerà ad essere ladro, e correremo dietro il primo idiota che si inventa uno slogan convincente. Come sempre.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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