LE DIMISSIONI DI POLESE DOPO LO SCHIANTO ELETTORALE

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Non erano un atto dovuto le dimissioni di Polese dalla segreteria regionale del Pd, ma non darle sarebbe stato imprudente e controproducente, perchè avrebbe fatto di lui il capro espiatorio di una responsabilità che è davvero collettiva e che va oltre il Pd ed accomuna la classe dirigente di questi venti anni, a prescindere dai percorsi personali. E’ arrivato al capolinea un partito privo di sensibilità politica, autoreferenziale e incapace di incrociare la volontà popolare: un autobus blindato, privo di finestrini e con lo sterzo bloccato: doveva andare a sbattere e lo ha fatto nel modo più disastroso possibile. Oggi non si parte da quel venti per cento di cui il pd di Zingaretti  è accreditato a livello nazionale: per il pd lucano, quel venti per cento è un miraggio, giacchè , per giochetti da fregacompagni e tattiche insulse, è riuscito ad arrivare ad un consenso ad una cifra sola, in una città che solo cinque anni fa  aveva comunque riservato la maggioranza assoluta al centrosinistra. Polese non ha più colpe degli altri, sia ben chiaro: Anche lui, come Pittella si è scordato di fare la rivoluzione, operando , anche con diligenza e capacità, sul tracciato della gestione del potere e dimenticando che prima o poi quella strada avrebbe portato a sbattere contro il muro dell’incomprensione pubblica e dell’ostilità. Hanno reagito per primi , quelli che dalla politica sono stati sempre lontani, e che la giudicano con disprezzo, perchè abituati a guadagnarsi il pane con la loro manualità: artigiani, meccanici, muratori, piccole imprese del commercio, dei servizi .La gran parte di queste persone vivono nelle contrade, fedeli alle tradizioni di famiglia, vicini a fratelli e sorelle, anche questo un modo per difendersi e per creare solidarietà. E’ un mondo che si è avvicinato alla politica solo nei tempi del dopo terremoto grazie ad un pezzo di Dc che interpretava esso stesso la lotta alla borghesia potentina, la lotta al potere. Quando anche quella classe è diventata potere, tutto questo popolo di partite iva o di lavori manuali o di piccole imprese self made sono andati più in là, verso tutti quelli che rappresentavano una alternativa al potere  clientelare: prima Grillo e ora Salvini.    E quelli che invece erano i più vicini alla politica moderata della Dc e del Pd, funzionari pubblici, la media borghesia potentina, gli insegnanti,  si sono visti super penalizzati da un sistema che li ha impoveriti perchè il reddito fisso è controllabile mentre quello in nero sfugge anche all’esame più attento. E soprattutto hanno visto che il futuro dei propri figli fuori da questa regione , perchè qui non c’è  posto per quelli che sgobbano sui libri e che per inseguire il futuro debbono abbandonare gli affetti. Energie intellettive che si perdono per colpa di una politica che non ha saputo tradurre in lavoro gli investimenti pubblici.  E’ questìultimo  il popolo  che ha votato Tramutoli, un popolo di media borghesia diventato minoranza in una città nella quale lo studio è solo un mezzo per andare fuori , per trovarsi altre strade lontano dalla Basilicata.  Di questa politica perdente, nessuno di quelli che hanno operato a tutti i livelli può chiamarsi fuori . Ci vuole la rifondazione, partendo dalla consapevolezza che solo facce nuove hanno titolo ad andare avanti e solo una sincera e cruda autocritica di chi è andato a sbattere contro le urne può produrre una linea politica attraente.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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