LE FACCE DEI PERDENTI

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Non c’era bisogno che Renzi ed Emiliano, intervistati a distanza da Enrico Mentana, parlassero. Le loro facce dicevano tutto: entrambi sapevano di aver perso. Il primo aveva voluto fare le prove generali  del suo vero referendum ed ha visto il rischio che corre isolandosi dalla sinistra del partito e soprattutto da quella sinistra trasversale ambientalista che non si riconosce più nel Pd ma cerca altre vie per emergere. Quei sedici milioni che sono andati a votare  hanno parlato di ambiente e della necessità di fermare la mano dei devastatori o quanto meno di controllare dove mettono le mani. Poi, in sovrappiù, hanno dato un segnale preciso ad un leader che confonde decisionismo con arroganza e che veste ogni cosa, anche quelle che fatte bene, con un atteggiamento da primo della classe. Non sa che ogni italiano coltiva da tempo gli anticorpi contro l’arroganza e che dai tempi di Berlusconi ha imparato anche a conoscere quello strumento retorico fatto di ripetizione degli stessi concetti e di un coro femminile che ne esalta e ripete le battute più significative. Avrà capito, lo spero per lui perché sinceramente dopo di lui non riesco a vedere che il disastro, che la prima arte del governo è quella della mediazione e che mettersi un po’ nei panni degli altri significa agevolare il proprio cammino verso l’obiettivo prefissato. Domenica scorsa c’è stata una scossa di avvertimento: non ha fatto il partito della nazione ( se non far salire a bordo uno screditato verdini), non rappresenta interamente il popolo moderato ( che ha rottamato i vecchi e sta amoreggiando con i giovani, siano essi Salvini , oppure la Meloni ) all’insegna del “giochiamoci il tutto per tutto”, è odiato dalla sinistra politica sia dentro che fuori del Pd, a cominciare da quella Sinistra Italiana che preferirebbe perdere le elezioni purchè Renzi faccia le valigie. Come la mettiamo? Vogliamo cambiare i comportamenti, magari riflettendo sulla legge elettorale che sarà il vero nodo referendario? E vogliamo soprattutto recuperare l’immagine di un partito moderno, innovatore, riformista che tiene insieme tutte le anime e tutte le istanze, cominciando da un riconoscimento come interlocutori delle opposizioni interne che poi tali non sono perché aspettano solo un segnale per  dialogare?. Quanto ad Emiliano, la sua regione gli ha dato la risposta più eloquente. Quel sette ,otto punti percentuali in più rispetto al quorum nazionale lo dichiarano insufficiente a candidarsi come leader alternativo. Però lui non demorde e, siccome fesso non è, le prime cose che ha detto è che ci sono 15 milioni di ambientalisti. Che sembravano morti e invece dormivano solo. In altre parole ha già indicato la direzione di marcia. Pittella ,per conto suo, ha fatto la mossa giusta: è andato a votare pur dicendo per venti giorni che il referendum era un falso problema e che i veri problemi ambientali legati al petrolio sono tutti da affrontare. Ecco bisogna ripartire da qui: da questo atteggiamento che è rispettoso prima della comunità regionale che si rappresenta e poi della corrente o del capocorrente in cui ci si riconosce politicamente.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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