Le peculiarità linguistiche del dialetto di Genzano di Lucania

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1.Alcuni tratti linguistici del dialetto di Genzano di Lucania

Genzano di Lucania, pdr n. 17 dell’A.L.Ba, conta 6.115 abitanti ed è situato a 57 km dal capoluogo di regione, nella parte nord-orientale della Basilicata. È il comune più esteso della provincia di Potenza ed è il centro principale dell’alto Bradano.

Genzano deve il suo nome al personale latino Gentius, a questa forma si aggiunse il suffisso aggettivale –ānus che indica appartenenza. La posizione geografica di inzanë [in’zanǝ] “Genzano” è strategica: è l’unico comune, in Italia, che confina con tre province differenti (Matera, Bari e Barletta-Andria-Trani). La posizione geografica privilegiata ha contribuito a far prosperare l’economia di questo centro: la coltivazione del grano e la produzione del vino Aglianico hanno reso i Genzanesi, i cosiddetti inzanisë [inza’nisǝ], importanti imprenditori.

Se sfogliamo il I volume dell’A.L.Ba ci imbattiamo nella carta tematica 15bis “I denti” che è la carta che mostra la differenziazione della metafonia in Basilicata. In base al fenomeno metafonetico, le vocali medio-alte /e/, /ɛ/, /o/, /ɔ/ subiscono mutamento a causa della /i/ e della /u/ in posizione finale. Nei dialetti, come quello genzanese, in cui si registra l’indebolimento delle vocali finali, la metafonia ci permette di distinguere il numero plurale da quello singolare:

dindë [‘dindǝ] “denti” e  dèndë [‘dɛndǝ] “dente”

pidë [‘pidǝ] “piedi” e pédë [‘pedǝ] “piede”

pulmunë [pul’munǝ] “polmoni” e pulmónë [pul’monǝ] “polmone”

vicchië [‘vik:jǝ] “vecchi” e vècchië [‘vɛk:jǝ] “vecchio”

Ma così come si evince da alcune carte del IV volume dell’A.L.Ba, la metafonia ci permette anche di differenziare il genere maschile singolare o plurale da quello femminile singolare o plurale:

mënénnë [mǝ’nen:ǝ] “bambino/i” e mënènnë [mǝ’nɛn:ǝ] “bambina/e”

sórdë [‘sordǝ] “sordo/i” e  sòrdë [‘sɔrdǝ]“sorda/e”

murtë [‘murtë] “morto/i” e mòrtë [‘mɔrtǝ] “morta/e”

(g)russë [‘ɣrus:ǝ] “grosso/i” e (g)ròssë [‘ɣrɔs:ǝ] “grossa/e”

Sempre a proposito di marche morfologiche, a Genzano si conserva per alcuni femminili plurali il suffisso -ora del latino: ussë [‘us:ǝ] “osso”, òssërë [‘ɔs:ǝrǝ] “ossa” oppure šënucchië [ʃǝ’nuk:jǝ] “ginocchio”, šënòcchiërë [ʃǝ’nɔk:jǝrǝ] “ginocchia”.

Per quanto riguarda il consonantismo, la forma dialettale che abbiamo appena riportato, šënucchië, ci rimanda alla carta tematica 26bis “Genero” del I volume dell’A.L.Ba. Questa carta ci mostra la distribuzione degli esiti derivati dall’evoluzione di G +E/I latina. Genzano, per questo lemma presenta l’esito /ʃ/ che è quello maggiormente diffuso sul territorio regionale; esso si oppone agli esiti -[dʒ]- delle colonie gallo-italiche e -[j]- della Lucania meridionale.

2.Uno sguardo all’A.L.Ba.

 Il neutro in Basilicata è presente, come illustrato sulla carta tematica di seguito, solo nelle aree di confine alto-pugliese e campano. Il neutro non è presente nelle aree ritenute più arcaiche: ne è priva la zona Lausberg, il Vorposten e gran parte del Randgebeit.

Ci sono, poi, aree che presentano il neutro non categorico, ma registrato solo per alcuni sostantivi.

Si registrano due tipologie di neutro: nella zona lucana nord-occidentale il neutro è marcato da un articolo diverso da quello maschile singolare e il Rafforzamento Fonosintattico (RFS), mentre nelle altre aree interessate esso presenta uguale forma per l’articolo neutro e maschile singolare ma conserva il RFS.

Che cos’è il Rafforzamento Fonosintattico (RFS)?

È un fenomeno linguistico per cui data una sequenza Parola1 Parola2, la consonante iniziale di Parola2 viene rafforzata per effetto della consonante finale di Parola1.

A Genzano, p.d.r. 17, è presente il genere neutro. L’articolo neutro e quello maschile singolare presentano la stessa forma: u.

Il genere maschile e il genere neutro sono, quindi, distinti solo dal Rafforzamento Fonosintattico:

genere maschile: u nasë [u ‘nasǝ]‘il naso’                             Carta 7 Sezione II Volume I

genere neutro: u ppanë [u ‘pːanǝ]‘il pane’                            Carta 1 Sezione IV Volume III

 

Il Rafforzamento Fonosintattico a Genzano ci consente di distinguere anche il maschile plurale dal femminile plurale. Infatti per entrambi l’articolo determinativo è, per le parole che cominciano con consonante, i:

maschile plurale: i pidë [i ‘pidǝ]‘i piedi’                                   Carta 40 Sezione II Volume I

femminile plurale: i mmanë [i ‘mːanǝ]‘le mani’                       Carta 26 Sezione II Volume I

Nel dialetto di Genzano, dunque, il Rafforzamento Fonosintattico non ha solo valore fonologico, ma anche e soprattutto valore morfologico perché permette di distinguere forme maschili singolari da forme neutre, forme maschili plurali da forme femminili plurali.

 

3.Postilla etnolinguistica

La saggezza popolare lucana prende sicuramene spunto dalla vita quotidiana per esprimere pensieri sui grandi temi della vita con genuina semplicità.

Nel dialetto di Genzano di Lucania gli utensili domestici assumono un significato metaforico utile a spiegare concetti universali quali il tempo, la vita, i rapporti umani, la morte e altre cose importanti.

I modi di dire, i motti, i proverbi genzanesi esprimono la perfetta unione tra ragione ed esperienza spesso anche attraverso un tono gioviale e ironico. In questo modo [ma’p:inə] mappìnë ‘strofinaccio, tovagliolo’, [ku’virkjə] cuvirchië ‘coperchio’, [pi’ɲ:atə] pignàtë ‘pignatta’ assumono significati traslati e figurati e offrono spaccati di vita sempre attuali.

Come dimostrano i seguenti proverbi caratteristici del dialetto i Genzano:

[u su’virkjə ‘rombə la pi’ɲ:atə kə ‘t:ut:ə u ku’virkjə]u suvìrchië rómbë la pignàtë chë ttùttë u cuvìrchië ‘il superfluo rompe la pignatta e anche il coperchio’

[ki ‘vevə a la fun’danə sə pu’lɛd:zə u ‘mus:ə kə la ‘manə, ki ‘vevə a la kan’dinə sə pu’lɛd:zə u ‘mus:ə kə la ma’p:inə]chi vévë a la fundànë së pulèzzë u mùssë chë la mànë, chi vévë a la candìnë së pulèzzë u mùssë chë la mappìnë ‘chi beve alla fontana si pulisce la bocca con la mano, chi beve alla cantina si pulisce la bocca con il tovagliolo’.

Tra i temi molto ricorrenti nei modi di dire dialettali di Genzano di Lucania, vi è quello del tempo: il bisogno di comprenderne il corso, la necessità di abbracciarne il significato hanno interrogato donne e uomini di tutte le epoche. La ragione di questo sta nel fatto che il tempo dona significato all’esperienza umana, sia individuale che collettiva, e quindi definisce la consapevolezza personale di ogni individuo.

Il tempo umano e il tempo meteorologico sono i protagonisti di numerosi modi di dire del dialetto genzanese, tra i quali:

[se u ‘d:ʒɔvənə sa’pɛs:ə e u ‘vɛk:jə pu’tɛs:ə ‘kwanda ‘kosə ka fa’tʃɛs:ərə]sé u ggióvënë sapèssë e u vècchië putèssë quanda cósë ca facèssërë ‘se il giovane sapesse e i vecchio potesse quante cose farebbero’

[trɛ ‘v:otə sə ‘pɛrdənə i ‘sindzə da ‘vɛk:jə da ‘d:ʒɔvənə e a ‘m:indzə ‘timbə] trè vvótë së pèrdënë i sìnzë da vècchië da ggiòvënë e a mmìnzë tìmbë ‘tre volte si perde il senno: da vecchio, da giovane e a metà vita’

Ai quali si affianca il proverbio seguente, in cui il meteo e il calendario cristiano divengono strumenti per misurare e scandire il tempo che scorre:

[‘kwan:ə ‘ejə ‘b:unə ‘timbə a la kan:ə’lorə la vər’natə ‘stajə ‘gretə an’gorə ‘kwan:ə ‘ejə malə’timbə a la kan:ə’lorə la vər’natə ‘ejə an’dzutə ‘forə] quànnë éië bbùnë tìmbë a la cannëlórë la vërnàtë stàië grétë angórë quànnë éijë malëtìmbë a la cannëlórë la vërnàtë éië anzùtë fórë ‘quando il giorno della Candelora (2 febbraio) il tempo è bello significa che l’inverno sarà ancora lungo, quando il giorno della Candelora il tempo è brutto vuol dire che l’inverno è uscito’.

 

4.ADL_ Genzano

 

Curatori

1.Alcuni tratti linguistici del dialetto di Genzano di Lucania: Irene Panella

2.Uno sguardo all’A.L.Ba.: Giovanna Memoli

3.Postilla etnolinguistica: Anna Maria Tesoro

4.ADL_ Genzano: Teresa Graziano

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