LE PILLOLE DELLA SETTIMANA CHE CONTE HA DOVUTO INGOIARE

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Marco Di Geronimo

Dopo tumultuose settimane di lavoro, culminate in bracci di ferro tra bambini delle scuole medie, le forze politiche hanno trovato la quadra attorno al nome del povero professor Giuseppe Conte. Il giurista privatista quindi anziché affrontare la sessione d’esami è stato catapultato al G7 (su un volo di Stato, in nome del cielo!) e adesso vedremo quali sono le pillole che ha dovuto assumere.

 

  1. Il professor Conte ha scoperto che all’ultimo minuto è stato introdotto il reato di memoria. Impallinato dai partiti d’opposizione che hanno sprecato tutto il tempo a loro disposizione per dirsi più bravi ed educati di loro, s’è dimenticato nome e parentela tra Piersanti Mattarella e il Quirinale. Si è dunque levato dagli scranni un grido scandalizzato: «Si chiamava Piersanti!». È questa l’unica contestazione che l’opposizione muove al Governo?
  2. Sì, è vero, il Governo Conte è proprio di destra. Lo dimostrano non soltanto le recenti uscite del Ministro Fontana, che nega l’esistenza delle famiglie arcobaleno; non soltanto il rimpianto di Salvini di non poter espellere tutti. Lo dimostra anche la solerzia con cui tutti si stanno accanendo a realizzare la flat tax, immenso regalo ai ricchi. L’opposizione protesta: «E le coperture?». Evidentemente regalo ai ricchi sì, ma già contabilizzato. La chiamavano new left.
    1. Parlare inglese e francese non significa essere diplomatici. Frettoloso il dietrofront di Conte al G7 in Canada, dopo aver cinguettato su Twitter un deciso endorsement a Donald Trump. «Bisogna riammettere la Russia». E però, dopo poche ore, il premier deve correggere la rotta e perlomeno improvvisarsi equilibrista tra le due sponde dell’Atlantico. E se perde l’equilibrio che fa?
  3. Ma Conte sa che cos’è un microfono? Pochi giorni fa ha destato le (imbarazzanti) levate di scudi delle opposizioni il suo scambio veloce «Posso dire che…» / «No» con Di Maio. Ora, lascio alle minoranze queste patetiche battaglie formali (un premier a digiuno di politica non può chiedere consigli al suo consigliere?) e passo alla sostanza: ma proprio in diretta nazionale e col microfono aperto fa certe domande?
  4. La Merkel dice: «L’Italia lasciata sola coi migranti». Interessante tempistica per accorgersene. Buongiorno principessa.
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Sull'Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pisa. Ho militato in Possibile, in SI e in MDP, e sono tesserato a “I Pettirossi”. Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels.


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