L’IMBECILLITA’ AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

0

di ROCCO PESARINI

 

 

Siamo ormai al secondo posto, dopo la Cina, per numero di decessi. Il mondo ci addita, ingiustamente, come “Paese untore”. Scuole chiuse fino al 15 marzo. Addirittura le Sante Messe sospese. Partite a porte chiuse. Zone rosse dalle quali è vietato uscire.

Il Governo sta cercando di barcamenarsi, tra alti e bassi, in questa crisi senza precedenti. I Governatori e i Sindaci delle Città stanno facendo un incessante lavoro per coordinare cure e misure di prevenzione.

Un discorso ed una menzione a parte meritano i dottori, gli infermieri, il personale paramedico che sta compiendo un lavoro MERAVIGLIOSO, massacrante, sfiancante, pericoloso, per curare al meglio  i contagiati in una situazione sanitaria che oggi, dopo decenni di tagli pedestri alla Sanità, mostra limiti che, quando tutto sarà passato (perché sono sicuro che passerà), dovrà far meditare qualsiasi Governo di qualsiasi colore politico sull’importanza e l’indispensabilità di una sanità pubblica con adeguate risorse.

Insomma, questa l’Italia “normale” ai tempi del Corona virus. Un Paese che, pur tra mille difficoltà e limiti, ce la mette tutta per uscire (e ci riuscirà) da una situazione senza precedenti, spesso solo vista in qualche film catastrofista hollywoodiano.

Ma premesso tutto ciò e riconosciuti i giusti meriti a chi ci tirerà fuori da questa faccenda del cazzo, ai posteri, a futura memoria rimarranno indelebili alcune scene.

Scene di un’idiozia, di un egoismo, di un’irresponsabilità, di un pressapochismo sicuramente da primo posto mondiale.

Foto pubblicate su facebook che ritraggono greggi di imbecilli che, mentre vengono emanate ordinanze restrittive, pasteggiano e bevono, amabilmente intasati l’uno sull’altro, in locali o per strade affollatissime, quasi a farsi beffe della situazione come se la stessa non li riguardi (apparterranno a qualche speciale categoria di supereroi immuni al virus).

Oppure le foto di quegli altri imbecilli che, sempre organizzati in greggi, prendono d’assalto treni e pullman per scappare dalle zone rosse tra le braccia di mammà, fregandosene se questo poi aumenterà il contagio, magari contagiando quella stessa mammà che ti ha chiesto o spinto a scendere a casa “così ti cucino i maccheroni a mammà”.

E il paradosso è e sarà che, probabilmente, mentre il lavoro eroico di tanti andrà nell’oblio e nel dimenticatoio, le “gesta” di questi greggi di “imbecilli 2.0” rimarrà come copertina indelebile dell’Italia ai tempi del Corona Virus quasi a testimoniare,

E sarà una vera ingiustizia.

Perciò onore e grazie agli Italiani che si stanno facendo un culo cosi in questi giorni e in queste ore.

Ai greggi di pecore, beh, rivolgete le paroline d’amore che più preferite… Ma ricordiamoceli quando tutto sarà passato.

Condividi

Sull' Autore

Rocco Pesarini

Rispondi