DOMENICO FRIOLO
Questa poesia è stata inserita nel libro ” SCRIVIAMO ANTOLOGIA POETICA “
MIA MADRE di Domenico Friolo 1959
( Versione originale)
Nelle splendide aurore Rotondellesi,
dalle azzurre acque Ioniche, lontano,
il sole si sollevava, lá oltre il mare…
come arco arancione, lentamente,
salendo al cielo, acquistava sfericitá.
Nelle acque, il suo dorato riflesso
creava una scia dal tremulo splendore.
La mia casa era in alto, sulla collina…
puntalmente ad ogni aurora
quella fastidiosa mosca,
mordicchiava il mio viso, svegliandomi,
l’allontanavo, ma, imperterrita,
continuava a punzecchiarmi,
mettevo fine al tormento,
sedendomi sul letto, ricacciandola via.
Solo, nel silenzio,
mi guardavo intorno:
cercavo con lo sguardo Lei:
mia madre.
Poi, la chiamavo,
ed era implorazione:
Mamma… Mamma, ci sei ?… …
Nessuna risposta per me.
Mi struggevo,
trattenenevo le lacrime,
mentre un nodo soffocante
stringeva la gola.
chiamavo ancora,
con voce sempre piú sommessa,…
Chiamavo ancora…
Mamma… mammaaaa: ci sei?
Nessuna,
nessuna risposta per me.
Raccoglievo i miei cinque anni,
giá pesante fardello nel mio cuore,
e a piedi nudi m’incamminavo
lungo la strada della vita,
con negli occhi la sua immagine
giovane, bella: vestita di rosso
sulla quale, adagiai, con il sogno,
le mie lacrime di bimbo.
Le splendidi albe rotondellesi
divennero cari, struggenti ricordi
che conservano l’implorazione
di quel bimbo: Mamma, ci sei ?