FINALMENTE POSSIAMO RIVELARLO: LA MUCCA CAROLINA E’ LUCANA!

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Può essere l’inizio di un nuovo giorno per gli allevatori lucani la decisione dell’unione Europea di rendere obbligatoria l’etichetta di indicazione dell’origine dei prodotti del latte . Si è combattuto per venti anni  per questo risultato, ma finora sono sempre stati più forti gli interessi di alcuni Paesi come la Francia e di alcune aziende multinazionali che sull’equivoco di una pubblicità ingannevole hanno campato e lucrato. Invano la Basilicata ha cercato di fare muro e di farsi pagare un po’ di più il proprio latte che alcune aziende italiane chiedevano per miscelarlo con altri, avendo il nostro caratteristiche organolettiche preziose. Ricordo alcuni articoli provocatori quando , sapendo che la Granarolo si riforniva nelle campagne del murese, scrivemmo che l’allora “mucca carolina” , personaggio di una grande campagna comunicazionale, era lucana. Oggi possiamo dirlo apertis verbis, ed hanno ragione gli imprenditori lucani ad esultare. “ Si tratta di un risultato importante che deve impegnare ancora di piu’ gli allevatori a legare il latte lucano all’identità della regione”, dice Piergiorgio Quarto, presidente della Coldiretti lucana.. Il provvedimento riguarda l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari che dovra’ essere indicata in etichetta con: “paese di mungitura: nome del paese nel quale e’ stato munto il latte”; “paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte e’ stato condizionato”; “paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte e’ stato trasformato”. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato e trasformato nello stesso paese, l’indicazione di origine puo’ essere assolta con la dicitura: “origine del latte: nome del paese”. Se invece le operazioni indicate avvengono nei territori di piu’ paesi membri dell’Unione europea, possono essere utilizzate le diciture: “miscela di latte di Paesi UE” per la mungitura, “latte condizionato in Paesi UE” per il condizionamento, “latte trasformato in Paesi UE” per la trasformazione. “In questo modo si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy, con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri – evidenzia Manzari – cosi come la meta’ delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero”. Ad essere tutelati sono anche i consumatori italiani – fa sapere Coldiretti – che nel 2015 hanno acquistato una media di 48 chili di latte alimentare a persona, mentre si posizionano al settimo posto su scala mondiale per i formaggi con 20,7 chilogrammi per persona all’anno dietro ai francesi con 25,9 chilogrammi a testa”. “La scelta di trasparenza fatta in Italia – conclude Manzari – e’ importante per essere piu’ forti anche nella lotta all’agropirateria internazionale sui mercati esteri dove i formaggi Made in Italy hanno fatturato 2,3 miliardi (+5%) nel 2015”. Sullo sfondo di questa notizia rimane il fatto che una dissennata politica ambientale potrebbe vanificare anche questa nuova opportunità per una regione che sull’agricoltura e sull’allevamento ancora campa. Mai come adesso dobbiamo aprire gli occhi. AH, dimenticavo: questo successo lo si deve in primis al Ministro Martina, uno che non straparla e lavora bene.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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