PERCORSI D’ARTE SACRA: PATERNO

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IOLANDA CARELLA E SALVATORE SEBASTE

carellasebaste

Da Paternicum, proprietà ereditata dai padri, secondo Giacomo Racioppi. Meno fondata l’ipotesi che possa derivare dal nome di un potente patrizio di Consilinum, di nome Paterno.
Il sito, forse, era abitato già all’epoca del medio bronzo verso il 2500 a.C., come attestano alcuni reperti (vasi con fondo nero e figure rosse, corazze e lance), rinvenuti nella zona della Civita, che si trovano nel Museo di Grumento.
Nel periodo romano Paterno fu, forse per l’abbondanza delle acque, un importante centro agricolo. In località Aggia sono stati scoperti i resti di una villa romana. Nell’anno 872 i Saraceni la saccheggiarono dopo aver distrutto Grumentum e i profughi si rifugiarono nelle mura di Marsiconuovo e Marsicovetere.

1 S. Giovanni Evangelista paternoFu frazione di Marsiconuovo, con cui condivise il dominio dei Sanseverino e dei Pignatelli, fino al 1973, quando raggiunse l’autonomia amministrativa.
Originariamente il primo nucleo abitativo dimorò nel luogo dove ora sorge (fig. 1) la Chiesa Madre di San Giovanni Evangelista, mentre nelle campagne circostanti, in 12 zone, erano disseminate le case dei contadini. La chiesa fu ristrutturata, assumendo l’attuale aspetto architettonico, dopo il tragico terremoto del 1857.
L’interno (fig. 2) in stile barocchetto, del tardo Settecento, è decorato con stucchi che creano nuove prospettive.

2 S. Giovanni Evangelista paterno

L’ammirazione da parte dello spettatore diventa un gioco di memoria e d’immaginazione. L’altare (fig. 3), in marmo con tarsie, mostra ai suoi piedi un bassorilievo, di grande effetto raffigurante l’Ultima Cena, realizzata da artigiani di Ortisei. Anche il Cristo Risorto (fig. 4) che domina nel presbiterio ha la stessa provenienza.

3 altare, Part. paterno
A sinistra dell’ingresso si nota un grande Crocifisso ligneo, opera di Raffaele Laino, artista locale.

4 Cristo Risorto paterno

Nella cappella a sinistra spiccano un confessionale e (fig. 5) un pulpito di legno lavorato.

5 confessionale paterno L’armonia resta affidata al ritmo purissimo della linea e agli accordi più delicati della decorazione, indice di gusto raffinatissimo.
L’involucro dell’organo (restaurato nel 1836) e la cantoria (fig. 6) sono in legno con raffinate decorazioni.

6 cantoria paterno

A destra dell’ingresso si nota un’acquasantiera del XVIII secolo in pietra, ex fonte battesimale. Sulla conca lavorata spicca il bassorilievo di un cane.
Int7 via Crucis paternoeressanti e ricchi di un’intensità plastica e luministica sono pure i raffinati bassorilievi delle stazioni della Via Crucis (fig. 7), realizzati nel XX secolo.

8 Chiesa S. Rocco
In località Raia Carbone si trova (fig. 8) 

la Chiesa di San Rocco,

edificata nel 1940, ricostruita dopo il terremoto del 1980 e riaperta al culto nel 1987. Si presenta dalle linee semplici che spingono alle alte sfere dell’esistenza spirituale e dell’arte pura.

9 Palazzo RossiL’architettura delle case è modesta, solo qualche costruzione è fornita di portale più elaborato, come quello (fig. 9) di Palazzo Rossi, in Via Tempa La Chiesa.
In località Piazzolla si trova  la Chiesetta di San Bartolomeo, quasi abbandonata, che custodisce alcuni dipinti murali del XVII secolo.
Nella zona Sorgenti dell’Agri è ubicato (fig. 11) un complesso architettonico, d’epoca fascista, datato 1920-21, che convoglia le acque delle sorgenti di Paterno per distribuirle poi ad altri paesi. Quest’opera architettonica, dai volumi nitidissimi, dagli elementi strutturali che diventano veri e propri corpi decorativi, rivela la perfetta fusione ottenuta tra le esigenze estetiche e quelle funzionali.

11 complesso architettonico

12 bis masseria Navarra

  Nella contrada Parco Navarra c’è la Masseria Navarra, datata 1796, ove si può ammirare un bellissimo portale

Bibliografia
Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C., 1889. Ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.
Comunità Montana Alto Agri, Guide GGallery, Villa d’Agri, GGallery, 1993.

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Sull' Autore

Salvatore Sebaste

SALVATORE SEBASTE Salvatore Sebaste (Novoli di Lecce 1939), pittore, scultore e incisore. Consegue la maturità artistica all’Istituto d’Arte di Lecce e al Magistero di Belle Arti di Firenze. Si perfeziona, poi, nelle tecniche incisorie presso lo studio calcografico di Mario Leoni, a Bologna. Vive a Bernalda (MT), in Corso Umberto, 51. Sito internet ed e mail: www.salvatoresebaste.com e info@salvatoresebaste.com Svolge un’intensa attività pittorica, grafica e scultorea negli studi di Bernalda (MT), Bologna e Milano. A Bernalda, dal 1966, il suo laboratorio calcografico è punto d’incontro e di animazione culturale di artisti contemporanei. In questo studio ha stampato, nel 1980, otto acqueforti di Joseph Beuys, le uniche realizzate dall’artista tedesco. Dal 1975 al 1977 è stato Presidente del circolo culturale “La Scaletta” di Matera, dove ha fondato, con altri amici artisti, la “Scuola libera di grafica”. Nel 1992 ha esposto i suoi libri d’arte a “The Museum of Modern Art” di New York ed è inserito nel catalogo “The artist and the book in twentieth - century Italy”, a cura di Ralph Jentsch (Ed. Allemandi, Torino). Nel 1994 ha partecipato alla mostra del libro d’arte al Museo Guggenheim di Venezia ed è presente nel catalogo de “I libri d’artista italiani del Novecento” (Ed. Allemandi, Torino). Dal 1956 ad oggi ha realizzato numerose e importanti rassegne personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere di pittura, scultura e grafica sono collocate in edifici pubblici, chiese, musei e piazze. La sua documentazione artistica si trova negli archivi storici: Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Biblioteca Nazionale RAI di Roma, Galleria per l’Arte Italiana del Novecento a Firenze, Kunsthistorisches Institut a Firenze, Dipartimento delle Arti Visive dell’Università degli Studi di Bologna, Museo Comunale d’Arte Moderna e dell’Informazione a Senigallia (Ancona), Fondazione Re Rebaudengo a Guarene (Cuneo), Centro culturale polivalente a Bagnacavallo (Ravenna), Schweizerische Gesellschaft der freund von kunstauktionen di Max Bollag a Zurigo, Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 “G. Bargellini” di Pieve di Cento, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, Libreria Bocca di Milano. Negli anni ’90 suoi “scritti d’arte” sono stati pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache lucane”. “I percorsi d’Arte” dei 131 paesi della Basilicata e I Profili d’artisti lucani sono inseriti sul sito Internet: http://www.basilicatanet.it Su You tube si trovano documenti-video. Nel 1982 ha pubblicato la prima monografia: “Necessaria Poiesi”, a cura di Franco Vitelli. Ed. Centro Studio “Il Subbio”. Matera, Nel 1998, per l’edizione “Novaluna” Associazione Culturale Internazionale di Brescia, ha pubblicato “Pensieri in movimento”, diario di appunti e riflessioni critiche su e intorno all’arte. Nel 1998 fa fondato la Pinacoteca Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea Bernalda-Metaponto, di cui è stato Direttore. Nel 1999 ha pubblicato la monografia di pittura “Sebaste”, per l’edizione “Pinacoteca Comunale d’Arte Moderna Bernalda-Metaponto”. Il percorso artistico (oltre quarant’anni d’intenso lavoro) è stato elaborato da Rino Cardone. La prefazione è di Claudio Spadoni. Dal 2005 è socio vitalizio della “Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente” di Milano. Nel 2006 pubblica la monografia di grafica ”Salvatore Sebaste - Grafica”, a cura del Consiglio Regionale di Basilicata. Il percorso artistico è stato ricostruito da Elisabetta Pozzetti. La prefazione è di Paolo Bellini. Nel 2007 pubblica la monografia di “Scultura” a cura di Loretta Fabrizi e Anoall Lejcard. Edizioni la “Spiga d’Oro” di Metaponto. Nel 2010, in occasione della mostra antologica presso il Castello Carlo V di Lecce, pubblica la monografia “Il Demone della forma” a cura di Mariadelaide Cuozzo dell’Università di Basilicata, edizione la ”Spiga d’Oro” Metaponto. Dal 2007 ha esposto in importanti Musei Archeologici con opere di scultura e pittura d’ispirazione alla Magna Grecia: 2007 “Metabos”. Evento di sculture. Catalogo con testo di Antonio De Siena. A cura de “La Spiga d’oro”. Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. 2011 “Antichi segni nuovi percorsi”. A cura di Salvatore Bianco, Antonio De Siena e Maria Torelli. Museo Archeologico Nazionale di Policoro. 2012 “I Profumi della Magna Grecia”. A cura di Antonio Giambersio e Maria Torelli. Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Potenza. 2013 “L’Ebbrezza di Dioniso”. A cura di Francesco Perillo e Antonio De Siena. Museo Archeologico Nazionale di Melfi. 2014 -“I Profumi della Magna Grecia”. A cura di Antonio Giambersio e MariaTorelli. Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” di Matera. -“L’Ebbrezza di Dioniso”. A cura Antonio De Siena. Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. ------------------------------------------------------------ JOLANDA CARELLA Jolanda Carella nasce a Bernalda in una famiglia d’insegnanti elementari, tra le quali va ricordata la zia Ascensa Lafratta, donna molto rigorosa nel fare il proprio dovere e sempre pronta a dedicarsi agli altri. La giovane Jolanda riceve in famiglia un’educazione culturale di ampio respiro, in una casa fornita di libri e dove si discute frequentemente di temi sociali. Sviluppa, quindi, una personalità forte e autonoma, originale e dinamica rispetto ai canoni tradizionali della femminilità dell’epoca, specialmente nell’Italia meridionale. La spiccata spiritualità e la sensibilità per le problematiche sociali furono inoltre influenzate dalla frequentazione di alcune associazioni presenti sul territorio. Docente per quarant’anni nella Scuola Elementare, ove ha ricoperto incarichi di fiducia: vicaria del Capo d’istituto, segretaria del Consiglio di Circolo, coordinatrice delle insegnanti di classi parallele, è apprezzata e amata ancora oggi dai suoi alunni e colleghi. Come docente approfondisce meglio alcuni argomenti delle attività curriculari e, con il coinvolgimento di genitori ed esperti, pubblica: “Se avessi la bacchetta magica”, “Uomini di pace”, “Bernalda”, il mio paese”. Nel 1960 conosce l’artista Salvatore Sebaste e nel 1965 lo sposa. S’inserisce, quindi, nel campo delle arti figurative: studia, viaggia col marito per l’Europa, visita musei, conosce critici d’arte, scrittori e poeti. Collabora con l’artista da cinquant’anni nella realizzazione di vari eventi culturali espositivi; cura i molteplici cataloghi e libri d’arte di Salvatore Sebaste e di altri artisti lucani. Nel 1961 diventa socia del Circolo culturale “La Scaletta” di Matera, collaborando alle varie iniziative. Nel 1963, con Salvatore Sebaste, fonda l’Associazione Culturale “La Spiga d’Oro”, (di cui è presidente) che diventa poi casa editrice, con sede a Metaponto. Negli anni ’90 collabora col marito a: “Scritti d’arte” (pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache lucane”), “I percorsi d’Arte” dei 131 paesi della Basilicata e i “Profili d’artisti lucani”. Nel 2001 è eletta vice presidente dell’associazione culturale “Novaluna” di Brescia e di Metaponto. La sua casa è frequentata ancora oggi da personaggi del mondo culturale regionale e nazionale. Nel 2003 costituisce a Bernalda una sezione della F.I.D.A.P.A., federazione (opera in tutto il mondo) che valorizza le donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari. Per tre volte eletta presidente, sempre nel C.P.S., ha organizzando concerti, convegni in particolare sulla medicina e sull’archeologia. In collaborazione con le socie ha pubblicato: “Ricette Pittate”, “il Santuario extraurbano di San Biagio alla Venella” e “L’universo femminile tra incanto e disincanto”.

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