PILLOLE DI GUERRA N. 25 DI GIANFRANCO BLASI

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“Da Di Maio a Conte, fino alla Meloni. Sono in molti ad aver cambiato idea”

 Non capisco perché si debba accusare Di Maio di tradimento dei principi fondanti i Cinque Stelle. Si tratta di una contraddizione in termini. I grillini si sono sempre definiti un partito post ideologico. Né di destra, né di sinistra. Lontano dai vecchi schemi culturali del ‘900. Dunque un Movimento pragmatico, legato ai bisogni emergenti delle persone. Di tutto si può parlare meno che di principi. Di Maio, molto pragmaticamente, sta facendo oggi un’altra scelta. Lo trovo legittimo e non mi stupisco. Neppure faccio finta di scandalizzarmi.

  1. Conte, per spiegare la sua posizione ambigua contro l’Ucraina e un tantino filo russa ha tirato in ballo la centralità del Parlamento. Vederlo fare ai grillini dopo che per anni ci hanno menato la solfa della democrazia diretta e del voto on line, dell’uno vale uno, ci colpisce. Dopo che, con una riforma costituzionale, hanno ridotto il Parlamento italiano ad una specie di condominio allargato, togliendo spazio vitale alla democrazia rappresentativa, dopo tutto questo appare bizzarro il richiamo ai valori del nostro parlamento. Ma, come per Di Maio, anche per Conte vale il principio della possibilità di ravvedersi.
  2. Stesso principio da applicare anche al cambio a trecentosessanta gradi di Giorgia Meloni che da lepeniana – putiniana è divenuta difensora dei valori occidentali, riconoscendo il ruolo di supervisore dei principi liberali e democratici agli Stati Uniti d’America e alla Unione Europea. Meglio tardi che mai.
  3. Sento dire che per fare la pace ci vuole più coraggio che per fare la guerra. Mi pare l’abbia detto Bergoglio. Con rispetto, non condivido. Gli ucraini stanno morendo sotto le bombe e i missili russi. E’ stanno facendo una coraggiosissima guerra per non essere annientati. La pace da salotto, perbenista e insincera non mi piace. La pace che coltiva i nostri egoismi, le nostre comodità e i nostri flash mob non è affatto coraggiosa. E’ solo un modo di fuggire dalla realtà e dalla drammaticità della situazione. Se vogliamo diventare una regione del mondo satellite di Putin e dell’imperialismo russo, prego, signori, accomodatevi. Io, sto dall’altra parte. Libertà, sovranità nazionale, democrazia non sono valori che intendo negoziare per qualche metro cubo di gas.
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Sull' Autore

Gianfranco Blasi

Scrittore, Poeta, Giornalista

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