Potenza: il parlarne male solo per parlarne male ha polverizzato le gonadi

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di ROCCO PESARINI

 

Chi mi conosce almeno un po’ sa che cerco di spendermi (bene o male lo dicano gli altri) per la mia e nostra città. E l’ho sempre fatto per Amore, senso di appartenenza e di comunità, non avendo mire politiche, partitiche o di chissà quale natura.

E solitamente tollero le critiche (costruttive e propositive) verso Potenza da parte di coloro che si danno da fare comunque per migliorarla e farla crescere, perché mi rendo conto che il “dissenso”, se mira effettivamente a metter in luce criticità e problemi, magari proponendo soluzioni o alternative, è quanto di più costruttivo e utile possa avvenire in una comunità, soprattutto se piccola e in crescita come quella potentina.

Ma ormai il “parlar male” di Potenza pare esser diventato uno sport molto praticato anche al di là dei soliti “nungneniendisti” nostrani (per chi non è di Potenza, i nungneniendisti sono quelli che affermano che “A Putenz’ nun gne niend’ ma poi non escono mai di casa e nulla fanno per un seppur minimo progresso collettivo, trincerandosi dietro un luogo comune che fa comunque presa e comunque audience anche quando, con i fatti, gli dimostri che poi che non si faccia niente o non ci sia niente a Potenza mica è così tanto vero).

Una settimana fa una signora no vax lanciò l’idea della marcia su Potenza perché, a suo dire, sta “città di merda” ha dato i natali a Figliuolo, Speranza e Lamorgese.

Di ieri è un altro post, su una pagina abbastanza seguita, che deride e irride una via Pretoria deserta (alle 14 del pomeriggio è deserta pure Piazza di Spagna) in una Potenza che straborda di turisti e sempre più pronta ad un’accoglienza turistica degna di questo nome. L’autore del post ha precisato che voleva semplicemente essere ironico e sarcastico ma, senza offesa alcuna, io invece ritengo che sia stato solo l’ennesimo espediente per cercare visibilità mediatica, likes e condivisioni social su un tema che, come detto, sembra esser divenuta una nuova moda.

Ovviamente trovo legittimo che la nostra città non possa piacere e non sta scritto da nessuna parte che “debba piacere” ma, in estrema serenità, sto sempre più diffuso “parlar male tanto per parlarne male” m’ha rotto il cazzo (scusate il latinismo).

Non vi piace Potenza? Me ne faccio una ragione.

Ma come già detto sta continua derisione ha polverizzato le gonadi (ma poi, gli autori dei vari post o commenti per caso abitano tutti a New York o San Francisco o Parigi?).

Quindi cercate visibilità altrove e parlando soprattutto di qualche altro “altrove”. Grazie.

Rinnovo il mio indistinDo Pissendlov con tanDo Amore.

Saluti da Potenza.

 

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Rocco Pesarini

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