POTENZA: UNA CITTA’ IN ANSIA DA PRESTAZIONE

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di ROCCO PESARINI

 

 

“Citta d’Arte”, “Città dello Sport”, “Città Verde”, “Citta Capoluogo”… centro della regione, cuore del territorio, perno del turismo, mente della cultura… “si deve puntare sulla cultura…no sul turismo… no sullo sport.. tassa di soggiorno si, tassa di soggiorno no… il teatro deve esser centrale… no puntiamo sull’architettura moderna… ma no, puntiamo sull’archeologia romana…”.

Ciclicamente a Potenza tornano in auge analisti e relative analisi su quello che dovrebbe essere il ruolo (ammesso che debba necessariamente averne uno) di questa città (e nel calderone mi ci metto pure io, lo riconosco e lo ammetto senza problema alcuno).

Noto un’overdose di analisi e ricette su quello che dovrebbe essere il ruolo giocato dalla città nello scacchiere regionale e non solo.

E partendo dalla diagnosi, l’analista di turno arriva poi alla prognosi che ritiene necessaria per raggiungere quanto conclamato nella propria disamina.

Il più piccolo pretesto o il più semplice elemento servono ad elaborare tesi e proposte particolarmente fantasiose. Ad esempio, quasi tutte le città d’Italia hanno un ponte di epoca romana (ma di fatto ormai molto poco romano) e una villa romana ma, chissà, in quante di loro ferve un dibattito per farne un attrattore turistico manco fossero Pompei o i Fori Imperiali a Roma.

Questo “fermento” di analisi ed analisti evidenzia ovviamente una grave crisi d’identità di una città che, ad un certo punto, si è trovata orfana di un proprio ruolo nello scacchiere regionale.

Ma per quanto possa essere giustificato e giustificabile questo fermento, ritengo che le chiacchiere ormai stiano a zero, non fosse altro per non annoiare ulteriormente.

E si aggiunga, sullo sfondo, il lavoro che la task force nominata dal Comune di Potenza e capitanata da Giampiero Perri dovrà predisporre relativamente al Piano Pluriennale relativo alla Cultura e al Marketing Territoriale e verso il quale, ovviamente, la pletora degli analisti cittadini cercherà di influire con suggerimenti e proposte.

A Potenza invece, intesa come Città, in tutto questo bailamme di titoli, definizioni, analisi ed analisti, credo sia venuta l’ansia da prestazione. E cosa accade quando ti viene l’ansia da prestazione lo sappiamo oppure lo possiamo anche solo immaginare.

Me la immagino, seduta sul letto a chiedersi “Ma chi sono, che città sono e che città mi vogliono far diventare?…. Aiuto! Non ce la faccio più a sentire tutte ste chiacchiere!”

E allora facciamola rilassare un po’ sta città… che magari, forse, qualcosa riesce a “concluderla”!

 

 

 

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Rocco Pesarini

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