QUESTO TAGLIO DEI PARLAMENTARI NON MI CONVINCE PER NIENTE

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di

Margherita E. Torrio

 

Si sta dando, in genere, anche attraverso i canali radiotelevisivi, una idea fuorviante del referendum del 20-21 settembre sul “Taglio dei Parlamentari”. In realtà, checché si faccia passare, il referendum non darà la vittoria di Bonaccini su Zingaretti per la segreteria del PD, di Salvini sui suoi avversari interni alla Lega o viceversa, della Lega sul PD o sui 5stelle, o, infine di tutti sul Governo, o sull’Azzolina, per farli cadere. Né garantirà ai saltatori di fossi e ai giocolieri di rifarsi l’immagine o per riprendere un certo campanellino.

Il referendum è un referendum costituzionale, senza quorum, che da’ ai cittadini, qualunque sia il numero dei votanti, il diritto di esprimersi direttamente sulla legge relativa al taglio dei Parlamentari, varata come moneta di scambio fra due partiti/movimenti, all’inizio di questa ultima legislatura, per permettere che il Governo nascesse. Il referendum è previsto dalla nostra Costituzione come formula che garantisce, appunto, il voto diretto. E’ triste, quindi,  che passi sotto silenzio, con grandi confusioni, distorsioni e fraintendimenti. E’ bene che andiamo a votare.  Io voterò convintamente NO e suggerisco di fare altrettanto ai miei compaesani e concittadini lucani.

Due ordini di motivi.

Innanzitutto, dopo che il tema “risparmio” è stato un po’ esautorato, essendo stato chiarito che in effetti è la classica bufala, si ricorre al “Sono trenta anni che si cerca di tagliare il numero dei Parlamentari. Ora sono riusciti a farlo. Perché votare NO?”. Rispondo che, se per trent’anni non lo si è fatto né si è votato in tal senso, forseciò è avvenuto perché è inutile, deviante, un errore farlo. Un errore, oggi, non respingere questa legge.

La Costituzione originariamente prevedeva  un deputato ogni 80.000 abitanti, un senatore ogni 200.000. Attualmente abbiamo 630 deputati, uno ogni 96.000 abitanti: con il taglio a 400 deputati, uno ogni 151.000. Per il Senato, attualmente abbiamo 315 senatori, uno ogni 82.576; con il taglio sono previsti  200, uno ogni 302.420 abitanti. Fare il confronto con altri Paesi  che hanno sistemi politici ed elettorali diversi, non mostra, assolutamente, che il numero dei nostri Parlamentari sia pletorico come si vuole far credere.

Ricordiamo, inoltre, che il nostro Parlamento lavora attraverso le Commissioni permanenti, quattordici alla Camera, quattordici al Senato cui vanno aggiunte le Giunte, le Commissioni speciali, quelle bicamerali. Ogni  parlamentare deve partecipare a una delle commissioni permanenti che lavorano: in sede referente, votando emendamenti e testi e portando il testo finale alla discussione in Aula; in sede redigente, votando gli emendamenti e lasciando all’Aula solo il voto dei singoli articoli e quello finale; in sede legislativa, potendo licenziare la legge senza passare dall’Aula. Riducendo il numero dei parlamentari, si consegna nelle mani di pochi, dei più forti partiti, poteri enormi, compreso quello della legislazione diretta Oppure, riducendo il numero delle Commissioni viene meno il principio della competenza delle singole commissioni

 Il secondo ordine di motivi, molto in breve, per cui voto NO e suggerisco di votare NO è in chiave squisitamente “lucana”. Da cittadina di questa regione, materano-potentina come in effetti sono, devo mettere in evidenza il fatto che in Basilicata da 6 deputati  scendiamo a 4; da 7 senatori a 3. In base al previsto numero minimo, la Basilicata perde a vantaggio del Trentino, grazie ad uno spiacevole intervento del sign. Calderoli.

Il terzo senatore, essendo i Lucani meno di 600.000, come sarebbe eletto?

A chi saremmo aggregati per raggiungere come numero di abitanti la possibilità del terzo?  Che sarebbe candidato di quale pezzo di regione limitrofa? Diventeremmo appendice della Calabria? Della Puglia?della Campania? Tutte regioni che hanno milioni di abitanti Il professore Massimo Villone, Presidente del Comitato per il NO, lancia una riflessione: “In ipotesi, affettando idealmente la regione piccola, (ndr la Basilicata, per esempio) e aggregandone ai fini del voto i pezzi a regioni maggiori. Funzionerebbe? Anche a non voler considerare le difficoltà e i costi di una campagna elettorale in mega-circoscrizioni, sarebbe comunque difficile per i territori aggiunti conquistare un proprio rappresentante”.   La Basilicata corre il grave rischio, con il prevalere del SI, di perdere non solo un congruo numero di parlamentari, deputati e senatori, ma, ricca come è .di risorse, di vedere il suo territorio preda di famelici, pronti a spartirsi le sue ricchezze naturali, senza che si possa esprimere alcun dissenso su progetti di accorpamento ad altri territori, o di trasformazione in discarica  a cielo aperto.

Non a caso, il taglio dei Parlamentari e l’Autonomia differenziata sono due facce di una stessa manovra preparata per soffocare il sud,. 

È, comunque, un  nuovo tentativo di deforma costituzionale.  Dietro è di nuovo nascosto il presidenzialismo condito con l’idea dell’uomo forte di turno. O, secondo altri,  la democrazia parlamentare risulterebbe meritevole di andare in  soffitta, in cambio di rete e piattaforme. Evitiamo, invece  che i cittadini e i territori perdano ulteriormente la possibilità di esprimere i loro rappresentanti, già ridotta dalla impossibilità di esprimere le preferenze. Il problema è che i Parlamentari sono nominati; su questo bisogna fare le correzioni, non sul numero. Il Taglio dei Parlamentari taglia la rappresentatività, riduce il Parlamento da cardine della democrazia a strumento in mano ai potentati che fanno e disfano i governi, cioè ai maestri della cattiva politica. Votiamo no per difendere il ruolo essenziale del parlamento come limite e controllo alle pretese del potere; e perché l’esercizio della riflessione e del dibattito produce leggi migliori

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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