by GIAMPIERO D’ECCLESIIS
Ed eccoci qua, a commentare gli esiti di un referendum, esiti abbastanza scontati in verità sia per il trend consolidato di disaffezione a questo strumento di partecipazione democratica che ampiamente si è consolidato in Italia, sia per l’effettiva astrusità del quesito referendario proposto.
La materia era e resta complessa, gli effetti di un risultato positivo del referendum assolutamente minimi rispetto ad una questione che dispiega i suoi effetti più immediati sulla terraferma e che, al di là delle 12 miglia, resta comunque estremamente rischiosa per le caratteristiche di mare chiuso del bacino del Mediterraneo.
Ciò detto, come chi mi conosce sa, io sono di quelli che hanno votato si convintamente, consapevole dei limiti del quesito e assegnando al mio voto una valenza di indirizzo politico, pensavo e penso che una Basilicata che si fosse recata massicciamente alle urne e che massicciamente avesse votato SI avrebbe dato un segnale inequivocabile della necessità di una svolta politica.
Badate bene, io parlo di politica regionale sulla questione, non di cambiamenti al vertice o di necessità di fare elezioni o altre baggianate del genere sventolate da taluni sostenitori interessati del SI, spero davvero che il Presidente Pittella recepisca il segnale per quello che è: un indiscutibile segnale di stanchezza per le manchevolezze, le disattenzioni, le sottovalutazioni, per il mercimonio e la vasta corrutela clientelare legate alle attività petrolifere.
Dove sta il gladiatore?
Bhè non che io ci avessi creduto, ma caro Presidente se mai c’è stato un momento per tirare fuori le unghia è questo; state perdendo consensi, i lucani hanno segnalato chiaramente che percepiscono le attività petrolifere come un rischio, che sono consapevoli del degrado che il meccanismo royalties-lavoro-clientela genera nella società lucana, che non si fidano delle rassicurazioni in stile burocratico che periodicamente vengono fornite.
Sempre di più state consegnando, e questo referendum ne è la plastica rappresentazione, la discussione in mano a demagoghi e masanielli, a gente che è pronta a cavalcare l’onda in maniera distruttiva con il solo scopo di ottenere un vantaggio politico utilizzando la paura e il disagio dei cittadini.
Disagio e paura che sono motivatissimi, per le notizie che provengono dalle inchieste giudiziarie, per i tanti casi di inquinamento annunciato e non approfondito, lasciato incancrenire fino a giungere ad una diffusa percezione di rischio per la salute che già da sola rappresenta un impatto diretto delle attività petrolifere su cui alcun intervento di mitigazione è stato mai tentato.
E l’unico intervento di mitigazione è la trasparenza, Caro Presidente, quelli che protestano che denunciano lei se li dovrebbe tenere stretti, ad ogni segnalazione dovrebbe fare come il giocatore di poker che dice vedo e, come il gladiatore -quello vero però- “scatenare l’inferno” per appurare se la segnalazione è corretta e conseguentemente adottare i provvedimenti necessari.
Alias Presidente SVEGLIA! Ci vuole un repulisti all’ARPAB, ci vogliono competenze e FONDI, il matrimonio con i fichi secchi nun se po fa!
L’inerzia delle forze politiche ha consegnato questo argomento a movimenti che spesso sono la quint’essenza della demagogia e del populismo, ottusi, incapaci di valutare il senso delle iniziative e delle conseguenza, ad entusiasti del “facimme ammuina” che, come sempre, alla fine finiscono per fare danno.
E’ già successo, dalle iniziative di manifestazioni oceaniche, a marce di protesta fino al referendum un susseguirsi di iniziative fallimentari che però, hanno avuto come riscontro l’inerzia, l’incapacità di incidere sul problema, l’immobilità del governo regionale rispetto a problemi irrisolti.
La Basilicata c’è stata e, per una volta fatemelo dire, c’è da essere orgogliosi di ambedue i capoluoghi, Potenza ha svolto egregiamente il suo ruolo di guida della Regione con quel 58,06% di votanti che la collocano in testa come espressione di voto e Matera con il suo 57,44%, non è stata da meno, ha pienamente confermato che sa assumersi, rispetto alla comunità regionale tutta, le responsabilità che le derivano dall’essere Capitale della Cultura e che, nei momenti che contano, sa essere parte integrante e solidale della comunità regionale lucana.
Per il resto non mi iscrivo certo al club di quelli che vorrebbero tirare acqua al loro mulino in chiave anti Renzi o anti Pittella, leggo le considerazioni giuste di Maurizio Bolognetti e mi ci specchio come dentro lo specchio d’acqua della Sorgente acqua di Colantonio.
Ai vari professionisti della politica e ai loro lacchè che hanno pensato di utilizzare lo strumento del referendum per alimentare la guerra di bande che dilania il PD in lucania e in Italia, come l’ottimo Maurizio dico avete perso e quello che è peggio cercando di sfruttare pro domo vostra una richiesta di tutela che viene dal basso avete ancora una volta fatto un piacere a chi vuole che lo status quo resti immodificato e che la pax petrolifera continui a regnare.
Infine un ultima considerazione, gli esiti della Val d’Agri mi hanno colpito molto, e non perchè me la prenda con chi non ha avuto la forza di andare a votare ma perchè è assolutamente logico aspettarsi che laddove le problematiche sono più vive maggiore dovrebbe essere l’affluenza, e siccome so, per esserci stato numerose volte, quanto forte è il sentimento di paura e risentimento che cova in Val d’Agri, questo risultato mi dice molto sul grado di controllo che in quelle aree viene esercitato.
Ci vuole voglia di ragionare e di affrontare i problemi con equilibrio, competenza e rigore, Presidente credo proprio che questa sia l’ultima occasione, mi auguro di cuore che Lei sappia coglierla..
