RUSSIA 2018: Cristiano Ronaldo con la “tripletta mundial” e Messi con l’obbligo del rigore.
di Vittorio Basentini

Il fuoriclasse del Real Madrid ha conquistato praticamente da solo il 3-3 contro la Spagna nella prima sua partita di Russia 2018.
Tre gol, quanti ne aveva segnati nelle altre tre edizioni messe insieme, e una carica incredibile contro tutto e tutti…

Tutti vorremmo essere in declino come Cristiano Ronaldo, il quale ha letteralmente trascinato un Portogallo, tosto, ordinato, allo spettacolare 3 a 3 contro una Spagna sempre forte e poco turbata dall’esonero di Lopetegui.
Ronaldo: Tre gol strappati con il cuore e con la voglia, tanti gol quanti ne aveva segnati nelle sue precedenti 13 apparizioni al Mondiale: il primo su rigore guadagnato turlupinando Nacho (con la fattiva collaborazione di Rocchi), il secondo di sinistro ispirando la papera di De Gea, quello del 3 a 3 nel finale su spettacolare punizione da lui stesso guadagnata.
Su tutto la sensazione che il fuoriclasse portoghese stia giocando per la storia e che questo suo ultimo” urrah planetario” potrebbe essere memorabile.
Difficile che la sua squadra, che comunque è campione d’Europa in carica, possa arrivare fino in fondo, ovvero alla finale, ma CR7 ha lasciato comunque un segno fortissimo su Russia 2018, dando anche una prova di efficienza fisica non da poco per un 33enne sempre nel mirino e con tantissime ore di volo: in questo senso davvero il miglior Cristiano da qualche mese a questa parte, con compagni nemmeno lontanamente alla sua altezza, ma che lui motiva con i fatti e con le parole.
Da non trascurare che tutto questo show è avvenuto in mezzo alle trattative per l’ultimo grande contratto della sua carriera, che sia l’adeguamento Real o la pensione dorata al PSG, e alla vicenda con il fisco spagnolo definita poche ore fa con 2 anni di reclusione (con la condizionale) e oltre 18 milioni di euro di multa.
Purtroppo il fuoriclasse ha attorno a sé una squadra che non è nemmeno la metà del primo Portogallo mondiale di Cristiano Ronaldo, quello che allenato da Scolari arrivò alle semifinali di Germania 2006: Figo, Deco, Ricardo Carvalho… il ventunenne fenomeno, ai tempi al Manchester United, giocò tutte e sette le partite, litigando un con il gol ma dando il suo contributo negli ottavi con l’Olanda, nei quarti con l’Inghilterra e anche nella semifinale persa per un rigore di Zidane.
Nel 2010 il Portogallo di Queiroz fu stoppato negli ottavi proprio dalla Spagna, al punto più alto della sua parabola (e infatti sarebbe diventata campione): partita tiratissima decisa da David Villa.
Quattro anni fa la squadra di Paulo Bento uscì già nel girone, mentre in questa edizione Fernando Santos ha usato la formula che tanto bene ha portato a Euro 2016, mettendo a fianco della sua stella Guedes invece di Nani.
Questo Portogallo ha diverse alternative per cambiare le partite, soprattutto l’ex interista Quaresma e ricordando che l’Andre Silva della nazionale è diverso da quello del Milan, ma che Cristiano Ronaldo concluda la sua carriera alzando la Coppa del Mondo ci sembra purtroppo difficile.

Ronaldo ha addosso meno pressione di Messi, che nell’Argentina ha compagni di ben diverso valore ed è quindi costretto a vincere, ma sa anche di essere all’ultimo giro.
E questo, forse, lo motiva ancora di più.
Il pareggio dell’Islanda con l’Argentina è la prima grande sorpresa di Russia 2018: merito di una squadra di rarissima compattezza tattica, fisica, culturale e demerito di una grande tradizionale che non ha trovato il guizzo per concretizzare una evidente superiorità, al di là del rigore sbagliato da Messi che logicamente deve essere da copertina.
È presto per dire che costruire tutto intorno al fuoriclasse sia stato sbagliato, anche perché poi gli eventuali errori di Sampaoli si ridurrebbero ad avere preferito Aguero (che ha segnato il gol del momentaneo vantaggio e si è mosso meglio di Messi) ad Higuain, entrato solo nel finale e in una posizione assurdamente defilata.
Certo è che l’Argentina si trova già spalle al muro dopo la prima partita e che le pressioni su Messi diventeranno enormi, ammesso che già non lo fossero.
Veniamo al rigore di Messi e tralasciamo il resto della sua prestazione che è stata quella di un giocatore vivo, in buona salute e con buona gamba, anche se non ancora centratissimo.
Messi dagli 11 metri ha sbagliato 4 degli ultimi 7 tentativi, fra nazionale e club.
Siccome ci sembra che sappia giocare a calcio ( ha vinto 5 palloni d’oro) è evidente la tensione nell’avvicinarsi all’appuntamento con la storia.
Non che sia un rigorista infallibile: in carriera ne ha sbagliati 24 sui 103 tirati.
Anche quando è poco tranquillo Lionel Messi non può non tirare i rigori: questione di status, di responsabilità, di marketing, di tutto.
Chi vincerà il Mondiale? La Germania potrebbe bissare, ma questa volta credo ci sia il Brasile con i suoi talenti. Non credo nell’Argentina : troppe polemiche con una squadra di trentenni, uno stentato pareggio contro i più fisici islandesi ed un C.T. non all’altezza.
La sorpresa? A me è piaciuta l’Islanda. Davvero positiva, con giocatori massicci e concreta nelle azioni. Chissà………..
E l’Italia ? Questa volta va così.
Saluti a tutti. Vittorio Basentini.