by SEVERINO LAPOLLA
“Quelle statue vanno coperte !”. e finalmente cade il mistero sulla gaffe planetaria che per più di
un mese ha tenuto banco sulle prime pagine della stampa di tutto il mondo con considerazioni
diverse e,a volte, diametralmente opposte.
Fu la delegazione iraniana a ordinare al Cerimoniale italiano di oscurare i Marmi dei Musei
Capitolini dopo aver esaminato i vari percorsi e considerato che quello che “intercettava” le statue
dello scandalo era il più sicuro per il presidente Rohuani
A svelarlo è la relazione che il sovrintendente romano ai Beni culturali, Claudio Parisi Presicce,
ha inviato al Prefetto Francesco Paolo Tronca, furibondo per non essere stato informato di tale
decisione.
Palazzo Chigi,però,che non ha ancora voluto fornire una versione ufficiale di quanto accaduto
mentre gli esiti delle i indagini interne , sia del Campidoglio che dalla presidenza del Consiglio,
sono ancora .blindati. Eppure, scorrendo la relazione Presicce, a cominciare dagli esiti dei quattro
sopralluoghi condotti da altrettanti protagonisti : il capo del Cerimoniale, Ilva Sapora; il capo della
delegazione iraniana; il capo del cerimoniale comunale Francesco Piazza e il sovrintendente
capitolino, fu stabilito, per motivi di sicurezza, proprio quell’itinerario che, passando per la sala
degli Horti Lamiani, doveva approdare proprio sotto la statua equestre di Marco Aurelio. Vi era,
però, il problema che il tragitto era disseminato di statue “imbarazzanti” e da qui la richiesta
perentoria della delegazione persiana ai colleghi italiani : di rimediare, coprire e oscurare, e la
Sapora dice ok mentre il sovrintendente Presicce, mette nero su bianco che in sostanza ha solo
assistito a decisioni prese da altri.
Nota di colore : si salva solo il complesso “ Ratto delle Sabine “ la cui velatura, ipotizzata al
principio, viene invece accantonata: il corteo non sarebbe passato tanto vicino da avvistarlo.
La ricostruzione ufficiale,però, non deve aver convinto il prefetto Tronca che, per il momento, ha
deciso di avocare a sé la delega alla Cultura. mettendo, nei fatti, sotto tutela il suo sovrintendente.
Ci sarà un “ Quarto Atto” nella vicenda ?