Terrorismo islamico: guerra santa o economica?

0

l’opinione di RAFFAELE AMBROSIO

Pochi hanno espresso opinioni dissidenti riguardo il terribile conflitto che, in pochi anni, ha modificato e complicato gli assetti geopolitici mondiali.
Da Parigi a Londra, da Lione a Manchester, da Bruxelles a Stoccolma, sino ad entrare nel merito delle guerre civili irachena e siariana, la disinformazione è stata servita su un piatto d’argento come strumento di manipolazione intellettuale. Quest’ultima perpretata da giornalisti abituati a celare la verità, e a trattare esperti  di geopolitica come Giulietto Chiesa  con il termine “complottista”.
Il quesito da porsi è: “Chi ha dato inizio ai conflitti in Siria, come in Libia e in Iraq?” In secondo luogo: “Quale motivazione ha indotto i belligeranti ad aprire i conflitti?” Ed infine: “Chi finanzia, in armi, organizzazioni criminali come la Daesh?”
Purtroppo l’occidente è convinto che si tratti di un conflitto di matrice religiosa ponente agli antipodi mondo cattolico e mondo musulmano.
La realta, però, è ben diversa:
Siria ed Iraq sono al centro di un conflitto che pone come fine ultimo l’esproprio delle risorse petrolifere situate nei paesi stessi.
Gli Stati Uniti, con la becera retorica che li ha sempre contraddistinti, fingono di voler combattere l’ISIS, mentre nella prassi tenta di destabilizzare i paesi mediorientali, finanziando gli stati chE riforniscono in armi le truppe dello Stato Islamico: Qatar, Arabia Saudita e Turchia. Basti pensare che l’esercito USA non combatte al fianco di Bashar al-Assad, ma con l’ESL (Esercito Siriano Libero) pronto a deporre il presidente con il fine di rendere la Siria una delle tante colonie degli USA.
Tutto questo mistificando la figura del legittimo presidente Bashar al-Assad, mutata ormai nel simbolo del “dittatore sanguinario”, quando nella realtà, dalla Costituzione Siriana, si evince la totale libertà di culto e la possibilità (non l’obbligo) per le donne, di utilizzare chador e burqa. Occorre che le forze politiche europee, complici della distruzione del medioriente e degli attentati terroristici negli stati europei, ricorrano ad una totale rottura dei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti, dirottando la prospettiva su di un lavoro concorde con la Russia di Putin, l’unica vera potenza mondiale che ha liberato le città di Dabiq, Sergiopoli ed Aleppo, correndo in ausilio ad Assad.
A noi la scelta:
Restare al fianco dei mistificatori dominatori neoliberali, fautori della distruzione mediorientale o intraprendere la strada della verità che, smuovendo le coscienze, condurrebbe l’uomo verso la libertà?
 
 
Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento