E’ festa, nel quartiere. In questa zona degli Stati Uniti il clima e’ continentale estremo: gli inverni sono nevosi e molto freddi (fino a -20 gradi), quindi si approfitta del sole dal primo all’ultimo raggio, passando per estati torride e con tassi di umidita’ micidiali.
La festa e’ soprattutto per i bambini. Sono stati organizzati, nei vasti spazi aperti del parco, campetti da calcio su misura per giocatori di massimo 5-6 anni: dimensioni adeguate, minuscole porte sui lati corti, solo una fila di bandierine a dividere un campetto dall’altro. Ce ne sono almeno 10, di campetti provvisori cosi’. Si disputano accanitissime partite con tanto di arbitro (adulto) e, immagino, tutte o quasi le regole della federazione internazionale (tenderei a pensare che al fuorigioco non ci si bada: la palla va, e dietro c’e’ un nugolo di pizzacchielli che se la contende).
Ai bordi dei campetti, i genitori si sono portati sedie pieghevoli e cooler con generi di conforto in ghiaccio. Si mangia, si beve, si ride, si esulta per i gol, si incoraggiano i piccoli Pirlo (a proposito, qualcuno ha magliette della nazionale italiana, e sono proprio quelle col nome Pirlo scritto dietro). Tutto molto sereno, tranquillo, in un vociare di bambini che riscalda il cuore.
I bambini. Me ne passano davanti alcuni, serissimi nell’impegno agonistico, sudati e con le guance arrossate, bellissimi. Riesco a notare che sono vestiti di tutto punto: calzoncini da calcio, maglietta da calcio, scarpine coi tacchetti e perfino, sotto i calzettoni regolamentari, minuscoli parastinchi.
Qui il business e’ una cosa seria. Almeno 25 anni fa qualcuno ha deciso che negli Stati Uniti occorreva investire sul calcio, soccer. Il calcio ha quindi invaso ordinatamente le scuole di ogni ordine e grado, non so dire se soppiantando il baseball ed il football americano, ma sicuramente affiancandoli a pari merito. TUTTI i bambini e i ragazzi, maschi e femmine, giocano a calcio a scuola dai 4 ai 17 anni, con tanto di allenatori, piccoli campionati scolastici, e tutto il contorno di competitivita’ che e’ proprio di questo Paese. Esiste anche un regolare campionato nazionale, esiste una nazionale di calcio, che sta visibilmente migliorando le sue performance internazionali. Mi dicono che il livello del campionato nazionale non e’ eccelso, paragonabile ad una serie B di bassa classifica italiana, ma il massiccio investimento di soldi e promozione comincia a dare i suoi frutti. Dopo VENTICINQUE anni. Questa e’ programmazione, in un contesto governativo serio, accompagnato dalla considerazione che il business, in altre parti del mondo, era cosi’ ghiotto che non si vedeva perche’ dovesse essere tralasciato. Pensate a quanti mini parastinchi si stanno vendendo, in questo momento negli Stati Uniti, quanti calzoncini, quanti fischietti.
I bambini. Ce ne sono tantissimi, in giro, non sono abituata a vederne tanti.
Piccoli, portati a spasso con passeggini a tre ruote, facili da gestire con una mano sola. Alcuni di questi passeggini sono fatti apposta per essere spinti avanti a colpi cadenzati, mentre la mamma o il papa’ fanno jogging, dietro. I bambini sono tutti quasi nudi, giusto una camicina, sicuramente hanno nudi i piedi, qui nessuna mamma ha paura del colpo d’aria o della sudata; un po’ piu’ grandi, in calzoncini e maglietta, oppure abitini a fiori per le femminucce, i capelli scarmigliati raccolti in code improvvisate. Corrono ovunque nel verde, anche molto lontano dagli sguardi genitoriali, si affacciano sul bordo della vasca piena d’acqua per inseguire una foglia che galleggia, e nessuna mamma urla all’affogamento correndo a tirarli via. Sperimentano la TOTALE LIBERTA’, per la quale poi saranno disposti ad morire. O anche ad uccidere, c’e’ sempre un’alta faccia della medaglia, perche’ e’ liberta’ anche poter acquistare un’arma come se fosse un panino, e usarla per fare una strage in una scuola.
I genitori sono giovani,poco piu’ che ragazzi. La scuola, college compreso, finisce a 22 anni, e se vuoi vai a lavorare quasi subito. Ovvio che a 25-27 anni abbiano un coniuge, una casa, bambini piccoli, un cane. Famiglie. In giro nel parco, sono uno spettacolo che mette pace.
