Tra poco più di un decennio anche gli spazi celesti diventeranno angusti !!

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Giovanni Benedetto

Elon Musk: ” i miei obiettivi sono di accelerare il passaggio del mondo all’energia sostenibile e contribuire a rendere l’umanità una civiltà multi pianeta”
Sono le dichiarazioni di un visionario, Elon Musk. nome, forse in Italia, meno noto di Bill Gates, Job Steve o Mark Zuckerberg, ma altrettanto importante negli Stati  Uniti,  occupando con un fatturato annuo di 180 miliardi di dollari, la terza posizione tra gli imprenditori più ricchi al mondo.
È fondatore o cofondatore di molte aziende tra cui molte che operano nel settore dell’energie rinnovabili, nelle auto elettriche e della SpaceX, società che ha realizzato il progetto ” Starlink”.
Ritenuto genio da molti e truffatore da alcuni e dichiarando di avere la ” Sindrome di Asperger” ha ottenuto premi e riconoscimenti da importanti organismi americani e internazionali.
Musk ha affermato che l’obiettivo di SolarCity, Tesla e SpaceX , tutte sue società, ruota intorno all’ideale di cambiare il mondo e l’umanità.
Tra gli altri obiettivi, ha lo scopo di ridurre il riscaldamento globale tramite l’utilizzo di energie rinnovabili, e ridurre il rischio dell’estinzione umana o di catastrofi naturali stabilendo una colonia umana su Marte.

Occorrerano almeno 6 o 7 anni per fare decollare la navicella spaziale STARSHIP lanciata da un razzo che è ancora fermo al suo prototipo.

Per la prima volta in oltre quattro miliardi di anni, l’imprenditore di origini sudafricane, dichiara che è possibile espandere la vita dell’uomo oltre la terra.
Tramite Starlink, una costellazione di satelliti prodotta e gestita da SpaceX, Elon Musk,  vuole fornire un servizio meno avveniristico! : un internet ad alta velocità e bassa latenza.
Col progetto Starlink, già avviato nel 2019 lanciando in orbita 60 satelliti, vuole essere alla testa di una sfida mondiale che giocherà con altre società interessate a  realizzare una costellazione di  satelliti per servire internet ultraveloce in tutti i punti più isolati del pianeta: dal deserto alla foresta amazzonica, dalle isole più distanti e disabitate alle cime dell’Himalaya.
Starlink è un progetto molto ambizioso perché a regime, che potrebbe verificarsi nel 2027, prevede di mandare in orbita 12000 satelliti necessari  per popolare alcune orbite basse.
Già adesso alcuni provider servono internet dall’alto e cioè a 36000 kilometri da terra una distanza sufficiente per servire tutta la superficie terrestre con pochi satelliti, minimo tre.
A quella distanza però non si può inviare il 5G, ossia internet ultraveloce, perché la latenza o il cosiddetto ping hai dei tempi molto lunghi che si aggirano dai 600 ai 900 millisecondi.
Un tempo insufficiente se, per esempio, si voglia partecipare ad un gioco a distanza oltre a tutte le applicazioni richieste dal 5G.
Il progetto Starlink della società di SpaceX serve proprio a colmare i tempi di ritardo introdotti da una tratta satellitare di 36000 km in salita e 36000 in discesa con un totale di 72000 km.
I satelliti di Elon Musk a regime  occuperanno un’orbita bassa situata a 550 km con 4500 satelliti e successivamente un’orbita a 340 km con 7500.
Ma non è finita perché progetti simili saranno realizzati anche da società concorrenti: Samsung, Hitachi, Amazon, Gigabyte ed altre.
La necessità di scegliere orbite basse ed ellittiche è stata quella di ridurre i tempi di latenza nell’ordine dei tempi degli impianti terrestri intorno ai 20-30 millisecondi.
Se l’orbita bassa ha il vantaggio di recuperare la latenza, impone un’enorme quantità di satelliti in più per coprire tutto il globo terrestre.
Come si spiega questo fenomeno?
I satelliti a bassa quota rispetto a quelli geostazionari girano molto più velocemente intorno alla terra tanto veloci che una parabola ricevente posta sul balcone dell’utente lo vede solo per un tempo dell’ordine dei minuti: dai 4 ai 10 minuti.
Un siffatto collegamento con pochi satelliti, sarebbe irrealizzabile, solo riempendo la costellazione di migliaia di questi oggetti e con una complessa rete di sincronismo a raggi laser tra essi consentirebbero di dare un segnale sempre stabile e presente ai ricevitori dell’utente.
Ad una rete efficiente ed ottimizzata per servire l’ alta velocità internet,  si oppongono gli inganni e le interferenza che potrebbero avere gli osservatori astronomici.
Un primo problema causato da questa selva di satelliti è che riflettendo la luce solare finiscono per sembrare stelle in movimento.
I satelliti Starlink sono più visibili nel cielo notturno, prima dell’alba e dopo il tramonto.
Sono proprio le ore che coincidono con quelle che gli astronomi sono a caccia di oggetti o asteroidi vicino alla terra e che potrebbero danneggiarla.
La riflessione della luce solare in parte è affrontata adottando il sistema ” DarkSat” cioè rivestendo le parti lucide dei satelliti con rivestimenti neri o scuri.
Di più difficile soluzione sono i detriti spaziali causati dalla collusione tra satelliti vicini o dovuti a fenomeni di deorbitazione, ostacolando cosi, le misure, il monitoraggio e la visibilità necessaria alla strumentazione usata dagli astronomi.
E siamo solo agli inizi, si parla in un futuro non molto lontano, che nelle orbite citate si potranno posizionare circa 100 mila satelliti privati.
Si auspica  l’intervento di autorità pubbliche e sovrannazionali per limitare e disciplinare l’utilizzo delle orbite per consentire a tutti i soggetti pubblici e privati di portare avanti le proprie missioni senza interferenze reciproche.

E cosi, con le continue incursioni dell’uomo nello spazio stiamo imparando a comprendere che l’uomo è capace di limitare gli spazi anche dove noi pensavamo che tutto fosse misteriosamente infinito.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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