ULISSIDI IN DISARMO: PINO QUARTANA E OFFICINA ACCADEMIA TEATRO

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di ROCCO PESARINI

 

 

Che Pino Quartana sia una delle punte di diamante della scena teatrale potentina e lucana non devo certo scoprirlo io.

Avevo già avuto modo di apprezzare il suo carisma e la sua capacità di raccontare e di raccontarsi, avendolo avuto ospite al talk show I nostri vinili condotto da Massimo Brancati e rientrante nel programma degli eventi di Vinilyca 2017.

Quale occasione migliore perciò di incontrarlo che assistere alla prima di una serie di repliche dello spettacolo Ulissidi in disarmo, una produzione di Officina Accademia Teatro, in scena presso la sede della compagnia in via Livorno a Potenza dal 7 al 12 aprile.

Uno spettacolo di un’intensità unica!

Un “concerto di parole”, un fiume ininterrotto di versi in cui viene raccontato, celebrato il mito di Ulisse, figura perennemente in bilico la pace e la serenità di una vita tranquilla da un lato e la continua ricerca di conoscenze ed avventure nuove dall’altro.

I versi di Giuseppe Grieco, il Canto XXVI dell’Inferno di Dante e le poesie di Sandra Bianco strutturano un lavoro che affronta sapientemente quello che appare essere l’eterno dilemma in cui sembra dibattersi il destino dell’Uomo.

La vittoria di Ulisse appare la vittoria del Nulla, quel nulla a cui si riduce l’Uomo quando dimentica la sua Umanità.

Come però racconta lo stesso Pino salutando all’inizio il suo pubblico, lo spettacolo non vuol esprimere puro pessimismo ma, semplicemente, liricamente, un ammonimento severo sui mali che atavicamente contraddistinguono il vivere dell’Umanità.

Pino mi accoglie con una squisitezza ed un garbo che raramente ho riscontrato nel mio peregrinare tra le manifestazioni culturali ed artistiche della città. Un’accoglienza che dovrebbe essere il primo biglietto da visita per tutti coloro che creano e producono cultura o che, più semplicemente, organizzano eventi.

Ma è tutto l’ambiente di Officina Accademia Teatro a connotarsi per accuratezza e gentilezza nell’accoglienza del pubblico dello spettacolo.

Pino innanzitutto grazie della splendida accoglienza

Grazie a te per essere venuto.

Che te ne pare della scena teatrale potentina e lucana in genere?

Riscontro discontinuità. Molti giovani, anche di talento, partono, si impegnano ma poi si perdono lungo il percorso. E non so spiegarti il perché.

Ravvisi unione, collaborazione, condivisione tra voi operatori teatrali?

C’è stima e rispetto reciproco certo. Ma personalmente non credo nella necessità e nell’utilità di fare “corpo unico”, di mettersi per forza insieme per creare e produrre teatro. Credo invece molto nell’individualità, nel proprio essere specifici e nel portare avanti coerentemente la propria idea di teatro ed i progetti ad essa correlati.

Pensi a qualcuno in particolare?

Beh il Città delle Cento Scale Festival in merito  insegna tantissimo. Credere in un progetto, in una proposta, in un’offerta teatrale ed artistica specifica ed andare avanti, sempre e comunque, nonostante tutto. E alla fine giungono anche i risultati, sia in termini di gradimento che di partecipazione.

Un grande aiuto è giunto dalla legge regionale sullo spettacolo…

Vero. Li è stato realizzato un lavoro eccezionale, per tanti aspetti pionieristico. Un impianto legislativo che rappresenta un piccolo grande aiuto per tutti noi.

La prima cosa che faresti se dovessi occuparti della cultura e del teatro a Potenza?

Renderei il Teatro Stabile “baricentrico” nei confronti di tutte le realtà, potentine e non. Non più soltanto un mero luogo di riproduzione teatrale ma una location ideale per pensare, ideare, creare e produrre teatro e spettacoli teatrali. Questo non solo aiuterebbe la crescita di tutto il movimento ma aiuterebbe, e di tanto, anche a manutenerlo in maniera più efficace ed efficiente.

Con lo stesso garbo con il quale mi aveva accolto, Pino si congeda da me.

Se vi fidate del parere del sottoscritto, fatevi un regalo: andate ad ammirare il suo teatro in una di queste sere.

Distintamente vostro, Rocco.

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Rocco Pesarini

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