UNGHIE PER LA LIBERTA’

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E’ ancora buio alle 5:20 di mattina, anche se siamo in estate. Il viaggio e’ stato interminabile, come al solito, irto ancora di piu’ di lunghe file per incomprensibili e ripetitivi controlli, per lo piu’ meccanizzati, e quindi inumani. Oggi relax, e il relax inizia andando al parco a camminare all’alba, in uno dei tantissimi curatissimi polmoni verdi presenti in questa terra larga e piatta.

Le giornate hanno ritmi diversi, a St. Louis, Missouri. Ci si alza prestissimo, complice il jet lag non ancora smaltito, si pranza intorno alle 12:00, si cena intorno alle 19:00 e per le nove di sera tutti a letto. Mi va benissimo, l’importante per me e’ buttare via l’orologio fra un pasto e l’altro e fra un riposo e quello successivo. La meta successiva e’ uno dei tanti Nails Center del quartiere.

In questa cittadina di medie dimensioni del Midwest – ma non dubito sia cosi’ ovunque, negli USA – il mercato dell’estetica femminile, in particolare per cio’ che riguarda manicure e pedicure, e’ in mano a famiglie asiatiche. Difficile capire esattamente di quale paese, non mi sembra cinese la lingua che parlano, potrebbero essere vietnamite o thailandesi. La cosa importante e’ che ci sono negozi che vi cureranno mani e piedi ad ogni angolo della citta’, sono decine solo nel quartiere dove sono ospite. E sono luoghi sempre identici: una grande stanza lungo le pareti della quale ci sono enormi poltrone imbottite reclinabili, attrezzate con vasca, doccetta dell’acqua calda, poggiapiedi. Il pedicure dunque quindi qui é un fatto corale, e collettivo, piedi esposti senza vergogna. Appena ci si stende e si mettono i piedi nell’acqua parte il massaggio shiatzu regolabile con un telecomando: lo schienale della poltrona vibra e preme nei punti giusti, predispondendo ad una cinquantina di minuti abbondanti di totale goduria nei quali una ragazza minutissima, giovanissima, sorridente, taglia, lima, elimina durezze ed asperita’, massaggia a lungo piede caviglia e polpaccio, infine smalta e idrata. Il colore dello smalto e’ a scelta della cliente, la boccetta si preleva da un muro  coperto (letteralmente) da uno scaffale nel quale e’ presente ogni sfumatura immaginabile di colore. Al centro della stanza, lunghi tavoli con poltroncine per le manicure. in un angolo, il capo della baracca, un uomo o una donna di mezza eta’, sguardo duro che non perde di vista nessun dettaglio di quanto accade in sala.

E’ difficile capire cosa pensano, le lavoranti. Sono concentratissime sul loro lavoro, e praticamente mute. Fanno le domande di rito in un inglese spesso incomprensibile. Se parlano con la collega che sta lavorando alla poltrona affianco, lo fanno nella loro lingua, e spesso ridono, ma sempre della risatina sommessa delle orientali. Non e’ escluso che ridano di noi, delle torpide occidentali e dei loro piedi cosí lubricamente esposti. Le clienti americane peraltro spesso abbisognerebbero di due poltrone, per sedersi, tanto sono sovrabbondanti a furia di bevande gassate e patatine fritte, e fanno un contrasto curiosissimo con gli scriccioli vietnamiti, che peseranno forse 30 chili, capelli compresi. Ogni tanto, pero’, si coglie negli occhi a mandorla uno sguardo un po’ piu’ lontano, un sopracciglio improvvisamente corrugato, un piccolissimo sospiro. Chissa’ se era davvero questa la vita che sognavano, quando sono partite dal loro lontanissimo paese, chiamate da uno zio o un amico di famiglia. Chissa’ se per qualcuna di loro e’ solo un modo per mettere via soldi per studiare, nell’America che e’ ancora, chissa’ per quanto, la terra delle grandi opportunita’, o se si vedono incatenate a vita ai piedi di poltrone reclinabili, a limare unghie e levigare duroni e calli. Chissa’ quale era la condizione da cui sono partite, e hanno usato le unghie, letteralmente, per aggrapparsi ad una specie di liberta’, anche se i sindacati negli Stati Uniti sono praticamente assenti, piu’ assenti che mai nella impresa privata e questa senza dubbio lo e’. Un pedicure costa 25 dollari tutto compreso, prezzo calmierato ovunque, e questo mi rafforza nella mia convinzione che esista una sorta di mafia cinese delle unghie, che non consente concorrenze di altre etnie.

Quando usciamo, fiere dello smalto rosso fuoco che ci orna i piedi, il locale e’ pieno. E’ domenica, e sono le tre e mezza del pomeriggio: forse e’ per questo che Marchionne qui ha trovato terreno fertilissimo per le sue idee imprenditoriali e capitaliste.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.


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