di ROCCO PESARINI
Sono solo di ieri le immagini degli alberelli del parcheggio dell’ospedale San Carlo divelti, spezzati, tranciati come se fossero nemici da abbattere senza pietà su un campo di battaglia.
E’ delle scorse settimane la querelle pubblica – politico – amministrativa sull’abbattimento di un piccolo boschetto nei pressi di viale Marconi sul quale, mi pare, esistano anche delle interrogazioni in seno al Consiglio Comunale.
Nei mesi e negli anni precedenti spesso la cittadinanza potentina si è divisa sull’abbattimento di alberi più o meno vetusti, più o meno malandati, più o meno pericolosi per la collettività.
Il meraviglioso Parco Fluviale del Basento ha visto nei mesi precedenti lavori di abbattimento alberi che hanno lasciato perplessi molti cittadini, me compreso.
La situazione dei parchi e delle ville cittadine è sotto gli occhi di tutti: la Villa del Prefetto, la Villa Santa Maria, Parco Montereale mi sembrano “gioielli verdi” da troppi anni abbandonati al loto mesto e triste destino mentre altri parchi (su tutti il Parco della Poesia a Piazza Albino Pierro, protagonista di una vera e propria telenovela dallo scorso 2017, telenovela per nulla entusiasmante e ormai snervante e stancante con continui e ripetuti annunci di ripresa lavori ed ultimazione degli stessi, con incidenti a bambini e servizi e controservizi su telegiornali e testate giornalistiche) aspettano stancamente di “vedere la luce del Sole”.
In tutta franchezza è giunto il momento di pretendere chiarezza, programmazione e visione del futuro.
Perché sia nella campagna elettorale di un anno fa che nel continuo ed incessante dibattito civico, il Verde potentino da sempre viene definito ed individuato come vera e propria risorsa sia per le potenzialità della comunità cittadina che per elevare ulteriormente la qualità della vista dei singoli cittadini.
E’ giunto quindi, forse, il momento di metter su o auspicare la nascita di un soggetto o di un movimento o di una semplice corrente di pensiero che miri alla tutela, alla difesa e alla valorizzazione del Verde a Potenza. Che chieda conto di ogni albero abbattuto o che si intende abbattere.
Ovviamente soggetto totalmente apartitico (meglio dirlo prima così spegniamo sul nascere le polemiche spesso create ad arte per buttar giù le buone idee).
Che stimoli, pungoli e pretenda dall’amministrazione un “Piano per Potenza Città Verde” che non si rilevi essere solo una mera dichiarazione d’intenti (delle quali ne ho, perdonatemi il francesismo, piene le palle) ma che si esplichi in un preciso Piano d’azione composto da progetti chiari, date precise e cronoprogrammi da rispettare senza invocare, perennemente, chissà quali fattori alieni per il mancato rispetto degli stessi.
Mi auguro che qualcuno voglia raccogliere questo messaggio.
Diversamente, davvero dobbiamo aspettarci che il truce Bolsonaro ci prenda come modello da seguire per radere al suolo gli alberi della foresta amazzonica (come ho scritto in una semplice battuta di stamattina).
W Potenza Verde!