ZONE SPECIALI .ADESSO TOCCA AI PORTI. NESSUNO CHE SI SBRACCIA PER LA VAL D’AGRI

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La battaglia dei parlamentari pugliesi e siciliani sul Decreto Mezzogiorno, ormai alle battute finali, ha portato il risultato di due zone speciali per ciascuna delle due regioni. Le ZES sono zone a fiscalità di vantaggio legate alla ristrutturazione dei porti che nel corso dei decenni hanno subito il degrado, Marghera, Taranto, Gioia Tauro, ecc.. Per quello che a noi è più vicino le ZES sono quella di bari , che viene confermata, e quella di Taranto, ottenuta in base ad una serie di considerazioni che riguardano il danno che la città ha subito da una industrializzazione selvaggia e la possibilità di farla ripartire con un ruolo economico nuovo a cominciare dal potenziamento dell’attività portuale. E in questa esposizione , dei parlamentari pugliesi, spicca grosso il nome della Basilicata, laddove si sostiene che non solo il Metapontino , ma l’intero territorio regionale va sottratto all’influenza del porto di Salerno e ricondotto sui binari del rappporto puglia-Basilicata. Ci trattano insomma come bambini contesi da genitori che litigano, e senza che qualcuno dei nostri rappresentanti a Roma alzi un dito per dire : ma che c…state dicendo. Noi intanto sulla zona franca, di cui tutti vagheggiano ma che non ha avuto il merito di entrare nella trattativa con il Governo, , non diciamo una parola, né apriamo un dibattito, né troviamo occasioni  per avviare una discussione partecipata ( Comune di Potenza compreso). C’è chi si è messo la coscienza in pace dicendo che andrebbero fatte zone speciali tutte le aree industriali, anche se questo contrasta vistosamente col criterio di stretta territorialità che il provvedimento reclama. Per quello che possa valere la nostra opinione, ben venga Taranto che interpreta correttamente il ruolo che è stato assegnato a tutto il metapontino, con il polo logistico di ferrandina, l’aeroporto di pisticci e i collegamenti veloci della jonica. Proprio per questa funzione, la scelta che dovrebbe essere di completamento di un disegno è quella  della val d’Agri, come zona franca speciale, non solo perché è giusto dare una ricompensa a quelle popolazioni che il danno lo tengono in casa, ma soprattutto per dare una nuova chance all’Eni di portare in loco tutto quello che va sbandierando in mille località circa lo sviluppo green delle energie. Ecco, se vogliamo fare pace allora dobbiamo dimostrare che, insieme allo sfruttamento di una risorsa ( da coltivare nel rispetto della salute e dell’ambiente) portiamo tante altre risorse capaci di portare lavoro, fermare l’esodo e  ridare speranza ad una regione. L’Eni non può tirarsi fuori da questa vicenda e investire nel green in Lombardia. se diamo convenienze allocative ( tra cui gli sgravi fiscali) esso deve entrare dentro le dinamiche di sivluppo lucane e guidarle a partire dallA val d’agri.  Se solo la classe politica lucana fosse capace di unirsi intorno alle battaglie che interessano la comunità intera, forse qualcosa la potremmo ottenere.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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