IL DIALETTO DI FORENZA: PECULIARITÀ E ORGOGLIO LINGUISTICO

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1 ̲  ALCUNE PECULIARITÀ DEL DIALETTO DI FORENZA

La Basilicata linguistica non finisce mai di incantare l’ascoltatore, che in ogni paese e frazione della regione può cogliere specificità dialettali, dovute alla presenza di determinati suoni, di particolarità lessicali, e comunque sempre risultanti da un connubio di elementi che rendono unica ogni specifica parlata. Questa è sicuramente la situazione del dialetto di Forenza.

Il paese sorge non lontano dal luogo dove sono i ruderi riferibili, probabilmente, all’antica città Forentum della quale l’odierno abitato ne continua il nome, passando attraverso la forma non attestata *Forentium.

Molti dialetti della Basilicata non hanno un ampio repertorio di articoli.  Nel dialetto di Forenza si rilevano, invece, forme dettagliate e specifiche sia nell’ambito del numero che del genere. Gli articoli singolari sono:
– maschile: u [u]come in u cuddë [u ‘kud:ə]‘il collo’, u nasë [u ‘nasə]‘il naso’, u rèndë [u ‘rɛndə]‘il dente’;
– femminile: la [la]come in la lèngë [la ‘lɛɳgə]‘la lingua’, la vòcchë [la ‘vɔk: ə]‘la bocca’, la (g)aramèddë [la ɣara’mɛd: ə]‘il polso’. Accanto a questa forma si registra anche l’articolo femminile a [a]: a mènnë [a ‘mɛn: ə]‘la mammella’, a capë [a ‘kapə]‘la testa’, a rècchië [a ‘rɛc: ë]‘l’orecchio’.

Il repertorio degli articoli singolari non si limita ai soli maschile e femminile, ma comprende ancora un altro tipo di articolo: ru [ru]. Si tratta dell’articolo neutro, che accompagna parole indicanti materia e causa il rafforzamento della prima consonante della parola che precede. Nel dialetto di Forenza lo si trova in forme come ru ppanë [ru ‘p:anə]‘il pane’, ru llattë [ru ‘l:at: ə]‘il latte’, ru mmilë [ru ‘m:ilə]‘il miele’.

In molti dialetti lucani il numero plurale si esprime attraverso il solo articolo i [i]‘i’, che vale sia per il maschile che per il femminile. Nel dialetto di Forenza i due generi hanno un articolo plurale differente e ben definito:
per il maschile si usa [lə]:   capiddë [lə ka’pid:ə], rindë [lə ‘rində] ‘i denti’, sangilë [lə san’dʒilə] ‘le gengive’; per il femminile è utilizzato, invece, [rə]: rrècchië [rə ‘r:ɛk:jə], mmènnë [rə ‘m:ɛn: ə] ‘le mammelle’, bbrazzë [rə ‘b:rat:sə] ‘le braccia’.
Anche questo articolo, come quello neutro, causa il rafforzamento della consonante della parola che precede.

Nella realizzazione dell’articolo neutro singolare ru [ru]e dell’articolo femminile plurale [rə] si registra il rotacismo, che è un fenomeno caratteristico della parlata di Forenza. In base al quale la consonante -L- del pronome latino, da cui derivano, si trasforma in una /r/.

Il dialetto di Forenza registra altre tipicità, come la presenza del suono (g) /ɣ/. Si tratta della pronuncia indebolita della consonante g /g/ e la si trova in parole quali (g)aramèddë [ɣara’mɛd:ə] ‘polso’, (g)ovëtë [‘ɣovətə] ‘gomito’, (g)ammë [‘ɣam:ə] ‘gamba’, a(g)ostë [a’ɣostə] ‘agosto’, che presuppongono la presenza di un’originaria (-)G-.

Il medesimo fonema si trova, nel dialetto di Forenza, anche in situazioni non etimologiche, come (g)o(u)në [‘ɣo(u)nə] ‘uno’, (g)òttë [‘ɣɔt:ə] ‘otto’, (g)ónëcë [‘ɣonətʃə] ‘undici’, (g)ušë [‘ɣuʃə] ‘oggi. Esso compare sempre in parole che iniziano per vocale.

Le particolarità del dialetto di Forenza non si esauriscono ai soli ambiti fonetico e morfologico, ma riguardano anche quello lessicale. In questo dialetto, infatti, si registrano parole, peculiari della lingua forenzese, come:
iósë [josǝ] ‘cantina’, usato accanto alla forma comune candịnë [kan’dɪnə]
cèttë [‘tʃɛt:ə] ‘botola’
chiašólë [kja’ʃolə] ‘lenzuolo’
sarë [‘sarə] ‘grosso vaso per l’olio’
spulə [‘spulə] ‘spianatoia’

2 ̲  UNO SGUARDO ALL’A.L.Ba

La Basilicata ci offre un contesto linguistico variegato e frammentato.

Un esempio di questa varietà linguistica ci viene offerto dalle carte n.26 e 26bis “genero” tratte dal I volume dell’A.L.Ba che raccoglie la terminologia relativa ai nomi di parentela e le parti del corpo.

Le carte proposte, estratte dalla I sezione, riguardano gli esiti della sequenza latina G+E,I che in Basilicata ha tre diversi esiti: š- [ʃ-] , g- [ʤ-] e i- [j-].

Come si può notare osservando la carta tematica 26bis l’esito g- [ʤ-] è diffuso in una piccola zona centro-settentrionale che è l’area delle colonie gallo-italiche. A Potenza, p.d.r. 38 di A.L.Ba, “genero” è gènërë [ˈʤɛnərə].

Poi abbiamo un’area compatta corrispondente alla parte maggiore della regione caratterizzata dall’esito G+E,I  > š- [ʃ-]: a Matera, p.d.r.34, si rileva la forma šënërë [ˈʃənərə] “genero”. Questa si contrappone alla zona meridionale regionale e ad una piccola area centro-settentrionale adiacente ai comuni gallo-italici che presenta invece i- [j-]: a Roccanova, p.d.r. 97, si ha iënnërë [ˈjən:ərə] per “genero”.

Questo secondo esito, contrariamente a quanto affermato da Rohlfs che credeva investisse solo la Lucania orientale in continuità con i dialetti pugliesi, è molto più esteso.

Secondo Franco Fanciullo l’esito originario di questi dialetti è š- [ʃ-] e ciò sarebbe confermato dalla netta prevalenza di questo rispetto all’esito i- [j-]. Quest’ultimo, inoltre, non sarebbe “indigeno” ma proverrebbe, con buone probabilità, da influssi del napoletano.

Nel dialetto di Forenza, p.d.r. 13 di A.L.Ba, “genero” è šinërë [ˈʃinərə] e quindi rientra ampiamente nella zona più estesa e coesa della regione che presenta l’esito G+E,I  > š- [ʃ-].

3 ̲ LA CASA CONTADINA

La civiltà contadina è motivo di orgoglio per gli abitanti di Forenza. I forenzesi, lë frënzésë [lǝ frǝn’dzesǝ], hanno ricostruito le antiche case dei padri dando vita ad un museo vero e proprio. La “casa museo” che ha sede nel centro storico della cittadina è un vero e proprio punto di forza e di orgoglio per l’intera collettività. Insieme agli arredi e alle suppellettili che tra fine ‘800 e inizio ‘900 costituivano le case tipiche si conservano anche le parole dialettali che un tempo designavano questi antichi oggetti. Una voce narrante che parla in dialetto ci proietta in un mondo antico e ci propone spezzoni di conversazione di vita quotidiana. Davanti ai nostri occhi c’è una casa arredata in maniera semplice in cui non è difficile immaginare la vita familiare di un tempo. I bambini giocavano sul “pavimento di pietra” il cosiddetto chiangatë [kjan’gatǝ] mentre la mamma impastava la farina usando la spulë [la ‘spulǝ]“spianatoia” e aiutandosi ogni tanto con la rasulécchië [la rasu’lekkjë]“spatola”. La nonna, nel frattempo, ravvivava il fuoco con u iatafuchë [u jata’fukǝ]“soffietto”, rimescolava il sugo nella “pignatta” la pignàtë [la pi’ɲ:atǝ]e controllava che l’acqua bollisse nella “caldaia”, u callarë [u ka’l:arǝ], quest’ultima veniva appesa, quando si cucinava, ad una “catena ad anelli”, la camastrë [la ka’mastrǝ], che la manteneva sospesa sul fuoco del “camino”, u fucularë [u fuku’larǝ]. La figlia maggiore apparecchiava la tavola per la cena e dalla“struttura incassata a muro non chiusa”  la fënëstrèddë [la fǝnǝ’strɛd:ǝ]prendeva “il piatto centrale”, la spasë [la ‘spasǝ]. Sul tavolo erano già sistemati u cécënë [u ‘tʃetʃǝnǝ]e u rëzzólë [u rǝ’t:solǝ]: il primo era un orciuolo, panciuto e a due manici, che manteneva in fresco l’acqua e il secondo era una brocca utilizzata esclusivamente per il vino. E mentre la ragazza sistemava le ultime cose, il fratellino rubava il “tappo”, u fëcëtụrë [u fǝtʃǝ’tʊrǝ], dell’orciuolo per l’acqua, faceva cadere a terra il “barattolo”, u cantariddë [u kanta’rid:ǝ]e scappava, per nascondersi, verso la “botola”, u cèttë [u ‘tʃɛt:ǝ]. La ragazza, rassegnata, andava in “cantina”, u iósë [u ‘josǝ]per recuperare un altro barattolo: le serviva per prendere l’olio conservato in un “grosso vaso”, la sarë [la ‘sarǝ]. Il fratello sarebbe ricomparso solo per la cena, ma non ci sarebbe stato il tempo di sgridarlo: in un attimo si era addormentato sotto il “lenzuolo”, u chiašólë [u kja’ʃolǝ].

4 ̲ FILE INTERATTIVO: ADL_Forenza

 

Curatori:

1 ̲  ALCUNE PECULIARITÀ DEL DIALETTO DI FORENZA: Anna Maria Tesoro

2 ̲  UNO SGUARDO ALL’A.L.Ba: Teresa Graziano

3 ̲ LA CASA CONTADINA: Irene Panella

4 ̲ FILE INTERATTIVO ADL ̲  FORENZA: Giovanna Memoli

 

 

 

 

 

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