“Erbe e fiori della Basilicata”un mondo di colori, odori, essenze

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LUCIO TUFANO

Una moderna Pandora ci fa dono, non di un vaso di doni inediti e mitologici, bensì di un’intera serra di fiori e piante particolari.

Achillea-lucana (-Pignatti-)

In essa sono raccolti i variopinti frutti di stagione, i fiori e le erbe di un immenso giardino, quello della Basilicata. Le ricerche di  Caterina Potenza, alla guisa di fanciulle curiose e infaticabili, hanno percorso in lungo e in largo tutti  i posti più belli della regione dalle  pendici montuose dell’Arioso, al sommo dei crepacci di Pierfaone, alle sponde dei laghi di Monticchio fino alle falde del Pollino percorrendo le varie valli solcate dai torrenti e dai fiumi e le zone del territorio di Maratea con le coste che lambiscono il mare. In questo ricco e splendido tempio botanico sembra di rivedere e rileggere le esperienze dell’antico botanico Orazio Gavioli.  E qui si sviluppano reminescenze culturali, e qui si ripetono le attente e meticolose fatiche dei monaci delle certose e dei monasteri, e si pensa ai loro prodigiosi estratti, liquori e decotti. Viene anche da rivedere come vi abbiano lavorato i guaritori, le streghe, le fattucchiere, gli intrugli, i loro magici liquidi, i loro prodigi.

Adonis-annua

E come non pensare a quelle piante e fiori che provocavano sonno alle belle addormentate delle fiabe. Tra quei fiori intorno al Medioevo e al ‘400 si preparavano i veleni. I fiori trasformati in gocce di veleno che sono servite alla famosa Lucrezia Borgia, figlia di Alessandro VI ( Papa Borgia) per avvelenare i suoi amanti, Vitellozzo Vitelli e Castruccio CastracanI e oliverotto da fermo.. E ci fanno ritornare al nostro amore per le siepi della campagna potentina, alle saporose esperienze del dolciastro dei “bisciulini”, al “lepposo” e insidioso dei “grattaculi”, all’aspro delle “trigne”, alle splendide more che costellavano le nostre predilette scarpate. E alla memoria quel cardo rosso e turchino che il grande poeta Carducci rievoca ricordandoci come un asino grigio, malgrado il chiasso, continuava a brucare serio e lento.     E come non pensare alla ginestra, al tulipano selvatico, al biancospino, fiori aulentissimi da cui il geniale intelletto degli industriali della nefasta epoca dell’autarchia s’è servito per confezionare profumi. E a quelle piante che offrivano alle massaie dell’epoca la possibilità di tingere i propri indumenti. E ancora a quei fiori che davano pace alle inquietudini e alle nostre ansie, come il Papavero sonnifero, e a quelle che adornavano nell’antichità, in maniera romantica e solenne, le tombe, come il sacro Asfodelo, il fiore che accompagnava l’addio ai sogni, all’amore e alla vita. Grazie a Caterina che, nel suo bellissimo libro “Erbe e fiori del territorio lucano”, ci offre un ricco, profumato e variopinto Eden che viene festosamente incontro alla nostra fantasia, al nostro bisogno poetico, ai nostri sogni per un mondo di innocenza e insieme di progresso.

Nel libro sono presenti immagini di

piante rare come:

Heptapteraangustifolia, Achillea lucana

-piante esclusive della Basilicata come:

Knautia lucana

piante “relitti glaciali” come:

Coeloglossum viride,

Polygalaangelisii…

-piante protette o a rischio estinzione come:

alcune orchidee,

Aquilegia viscosa,

Tulipaaustralis,

Lomelosia crenata,

Dianthusvulturius….

-piante endemiche come:

Myostisambigens,

Ptilostemonstrictus

Onosmalucanum…

-piante tintorie come:

Cota tinctoria (colore giallo)

Genista tinctoria (colore giallo chiaro)

Isatistinctoria ( colore blu)….

Piante officinali tra cui:

-piante velenose come:

Atropa belladonna

Digitalis ferruginea

Hyoscyamusniger…

-piante aromatiche come;

Helichrysumitalicum

Hyssopus officinalis

Salvia sclarea

Thymus longicaulis….

Piante considerate magiche come:

Verbena officinalis (Erba del mago)

Centaurea cyanus (Erba degli incantesimi)

Hypericumperforatum (Fuga demonorum)…

E poi piante commestibili:

Cychoriumintybus,

Reichardiapicroides,

Helminthothecaechioides….

Ed altre ancora. Le specie presentate sono in tutto 286.

in copertina:

Acinos-alpinus-subsp.-meridionalis-

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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