FRANCESCA BERILLO: “ANOMALIA”

0
francesca berillo
Esistono costellazioni di sentimenti che ho provato, ho cercato di accettare e ho riscontrato esistenti nei libri, nelle canzoni, negli sguardi. 
Ma ogni volta mi accorgevo che sulla mia pelle si marchiavano come differenti, letali. 
Non ho spiegazioni, spingendomi al limite ho desiderato scoprire quelle altrui e magari adeguarmi alla normalità, così da non ferirmi, fino all’apatia.
La notte mi addormento con una litania che mi sussurra di rassegnarmi. La mattina mi sveglio bramando sensazioni innovative.
ANOMALIA –
I.
Hanno già scritto tutte le parole
sanno già come ti senti
l’emozione non è esclusiva,
ma chissà in che modo gli altri pensano
se piangono spesso
se il mare di notte gli fa paura
e non saprò mai
quando è soltanto nella mia testa
quel ritmo scadente di pensieri
che si ribalta tra le meningi
anche quando mi distraggo
rifletto
e mi chiedo perché i loro occhi
non brillano 
non cedono all’istante di malinconia
non credono alle idee
non vedono il paradiso
che spero possa esistere
almeno per tregua o per noia
noi ci siamo infastiditi abbastanza
qui tutti insieme
ma 
non voglio saperne
e non proverò più niente
perché ho già provato tutto
anche se il mio momento migliore 
non l’ho ancora vissuto
se mi volto indietro
non scorgo altro 
che non sia consumato
e a voi comune 
mai raro
mai unico.
Allora siete come me?
Pensate
come me?
Illusioni.
Nessuno mi parli più di sopravvivenza.
Voglio estinguermi.
Sono il tassello difettoso del mosaico
non combacio
non completo
e il disegno comprometto.
II.
Oggi mi sveglio,
la nostra incongruenza è
il mio coraggio.
Io resto nell’anomalia..
Nessuno osi cambiarmi.
Area degli allegati
 
 
Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento