IL LETTO DEI TRAMONTI

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LUCIO TUFANO

L’Ottocento si dilegua con le trine, il garibaldino al convento, la priora di S. Luca, le clarisse continuamente scisse dal Conte Benso, il grande letto dei tramonti scanditi nelle tele, che si sfaldano tra gibus e tende ricamate, le acconciature dell’Italia al muro e le camicie aperte, insanguinate di bandiere svettanti su carri di fieno. Nelle nebbie di Magenta brucia Solferino.

Sfuma il paesaggio lombardo nel le macchie terse di Fiesole e in quelle chiare campagne del Sud, e i colori si dipanano nei cupi, nei buchi di tavolozze socio-nazionali.

Le rosse vaporose di Toulouse, i girasoli di Van Gogh, i notturni indaco/viola turbano più dei piovorni di Miramare.

Tra gli orli e le biscrome svolazzano pudiche crinoline, le licenziose signore delle camelie trangugiano in un fiato i cristalli di champagne tra fachiri in alta uniforme; guarisce il mal sottile nelle lunghe cavalcate.

Gli scioperi hanno il dissenso della borghesia e scomuniche ecclesiastiche. Pio Nono è prigioniero in Vaticano, le poche guarentigie sopprimono gli ordini religiosi.

Il pane a sessanta centesimi il chilo, rispetto alle due lire di paga dell’impiegato: quanto pesa la tassa sul macinato!

Il Gattopardo vaga nei grandi saloni gremiti di ombre, di specchi, di sigari toscani e dal balcone sugli aranceti entra il sapore del meridione. Ettore Ciccotti legge II Capitale. Muore di colera nelle Indie Orientali sulla nave Maddaloni il senatore Nino Bixio quasi una espiazione per le esecuzioni ordinate nel Sud d’Italia.

Quintino Sella fa stampare le cartoline postali a centesimi 10. Verga racconta del Castello di Trezza e Verdi è il primo musicista a Palazzo Madama.

Cade la destra storica su di una buccia di procedura, il pareggio sul bilancio. Minghetti ha incremento la fabbrica di spaghetti. La sinistra muggisce, Pio Bove, con De Pretis.

Ogni anno emigrano in centomila, nessuno sa del miserere meridionalis, ora pronobis.

Lamarmora s’invola in uno squillo. Poggia la stanca sciabola e gli speroni il re galantuomo, al capezzale veglia la Rosina, contessa di Mirafiori. Uno spillo, uno spiedo, il camoscio, salve Piemonte! La casa Savoia conosce la via dell’esilio!

 

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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