LA BIALETTI

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Un discorso serio, fatto con leggerezza, che non significa superficialità. Domenico Friolo, lucano doc, di quelli che pur andandosene dalla Basilicata, tratta questa regione come una fidanzata che gli ha dato il primo amore,ci onora con una riflessione a fil di labbra, della sua collaborazione al giornale.
Faccio finta di dormire, ingannandola,
mentre lei mi lancia uno sguardo.
Lieve, delicatamente e attenta,
sposta le coperte, con cautela,
si solleva e và in cucina.
Ne conosco i passi, le abitudini.
Prende la BIALETTI, la svita,
nella parte inferiore, vi versa acqua.
Attenta a non superare il livello
della valvola di sicurezza,
vi posa il filtro dalle fattezze di imbuto.
Lo colma di caffè, richiude, avvitando,
lo fà con forza, come a sigillare i pezzi.
Posa la BIALETTI sulla fiamma azzurra.
Nell’attesa, prende due tazze da caffè,
le poggia sui piattini, con i cucchiaini.
Intanto, nella BIALETTI, l’acqua bollente,
pressata dal suo vapore, risale il filtro,
del caffè macinato, ne coglie profumi,
ne esalta l’aroma, ne cattura il colore.
L’acqua, divenuta caffè, risale il tubicino
posto al centro della parte superiore,
alla cui estremità in alto, vi sono aperture
da cui, il bollente caffè, scivolando,
dal tubicino si posa nella caffettiera:
prima silenziosamente, poi, tuona rumorosamente
tra vapore e pillacchere contenute dal coperchio.
Si diffonde per la casa, il profumo aromatico
del caffè, e già si pregusta il futuro sorseggio.
Lei, aggiunge lo zucchero, mescolandolo col caffè,
lo versa nelle tazzine, ne porta una a me,
che sono ancora a letto,
con garbo, sussurrà: caro, il caffè…
Quale dolce risveglio;
bevo a sorsi, traspare sul mio viso
il piacere di gustare del caffè.
Che inizio di gionata stupendo,
una compagna meravigliosa,
un caffè, squisito.
Domani, sarà ancora così ?
Chissà, la nostra amata Bialetti, non è più tale.
Ora è cinese,
non è più, bandiera italiana nel mondo.
By Domenico Friolo.

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