L’IMPRESCINDIBILE FORMAZIONE DELL’ESSERE UN ORGANIZZATORE DI EVENTI PUBBLICI

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

Ne ho parlato, in tono scherzoso ma con intenti più che seri, quando ho scritto il mio personale Vademecum semiserio per chi organizza eventi a Putenz’  (https://www.talentilucani.it/vademecum-semiserio-per-chi-organizza-eventi-a-putenz/).

E mi ricollego, in un certo senso completando il discorso, al mio altro articolo nel quale ho chiesto (o meglio dire, ri – chiesto) a quando la realizzazione dello Sportello Unico degli Eventi al Comune di Potenza  con la soddisfacente risposta ottenuta a livello politico ed amministrativo che il S.U.EV. tra pochissimo diverrà realtà.

E’ notoria la grandissima stima e gratitudine che nutro nei confronti di coloro che si prodigano con l’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali, artistiche ed aggregative nella nostra città.

E’ altresì notoria anche la mia “tendenza” (chiamiamola così) a buttarmi quasi immediatamente a capofitto nell’organizzazione di un evento che mi viene in mente o che mi viene anche solo proposto.

Da sempre sostengo e ritengo che questa città senza le sue tante valide associazioni sarebbe “più deserta del Sahara” – nonostante la mamma di chi dice che “A Putenz’ nun s’ fa mai niend’ sia sempre incinta – .

Detto e predetto tutto ciò, è però è innegabile come una formazione di base, una conoscenza dei fondamenti non solo tecnici ma anche organizzativi, burocratici e legislativi necessari all’organizzazione di un evento, piccolo o grande che sia, sia imprescindibile.

Perché è chiaro: se devo organizzarmi il gruppo di lettura con i miei 20 associati, posso tranquillamente organizzarmelo e farmelo in assoluta spensieratezza in libreria o anche nel salotto di casa mia.

Ma se devo portare (o mi aspetto di portare) migliaia di persone in piazza, devo farlo e devo essere sicuro di averlo fatto in assoluta sicurezza e predisponendo tutte le misure imposte dalla legge, soprattutto dopo il brutto episodio di Torino.

Se intendo riempire un teatro che va oltre una certa capienza, devo sapere che serve avere presente una squadra di vigili del fuoco pronta ad intervenire.

Se voglio montare un palco, devo sapere che deve avere determinate caratteristiche ed essere idoneo e collaudato.

Perché è vero che l’Italia è il Paese della troppa burocrazia, delle leggine e delle pastoie burocratiche.

Ma con la “pelle” della gente non si scherza.

E allora ecco perché torna ad esser vitale e fondamentale, oltre che uno staff organizzativo adeguato  e preparato, la precisa conoscenza ed il puntuale rispetto di tutto quanto previsto dall’attuale normativa.

E in quest’ottica si ricollega l’importanza di una strategia più ampia di cui il S.U.EV. è colonna portante ma non unica.

Occorre una concertazione, un coordinamento tra le associazioni e per le associazioni (e per tutti coloro che organizzano eventi) che abbia come risultato finale una continua formazione ed un continuo aggiornamento in materia di conoscenza delle normative e delle procedure in materia di eventi e manifestazioni pubbliche.

Quest’opera meritoria da chi potrebbe esser portata avanti?

Beh le soluzioni non mancano: penso in primis a dei corsi di formazione ed aggiornamento periodici (cadenza annuale o anche più) rivolti ai soggetti di cui stiamo parlando. Corsi che dovrebbero ovviamente essere gratuiti ed aperti a tutti.

Penso ad un protocollo d’intesa tra le associazioni, il Comune e gli Enti preposti alla pubblica sicurezza per garantire questo servizio formativo – in quest’ottica immagino una stretta sinergia tra il personale del Comune addetto al S.U.EV.  e i volontari messi a disposizione dallo stesso mondo associativo –.

Chiariamoci: anche io ho avuto immani difficoltà e sono andato spesso vicino ad annullare eventi perché non sapevo a chi rivolgermi per compilare una SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande nel periodo di ferragosto oppure perché, in prossimità di un evento, non avevo ottenuto dal Comune la licenza di pubblico esercizio (perché, ignorandone l’esistenza, non mi ero premunito di ottenerla).

Parlo perché ci son passato.

E allora amplio il dibattito e metto sul piatto anche quest’altro tema. Attendo, come sempre, fattive e positive proposte e riflessioni.

Sempre (in)distintamente vostro.

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Rocco Pesarini

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