MARSICONUOVO

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IOLANDA CARELLA E SALVATORE SEBASTE

carella sebaste

Dal basso latino Mariscus, Marescum, Marescium, luogo paludoso, secondo il Racioppi. Alcuni reperti archeologici rinvenuti nel territorio
MARSICONUOVO

fig 1

(fig. 1) fanno pensare all’antica Abellinum Marsicum, menzionata da Plinio e fondata dai Marsi nel periodo in cui, guidati dal cane sacro a Mercurio, erano alla ricerca di nuove terre. (Il cane è lo stemma del comune di Marsiconuovo). Alcuni ritengono che il primitivo insediamento fosse Acidios, importante località che collegava Venusia, Grumentum e la Magna Grecia. Per la sua posizione geografica, infatti, fu una città molto rigogliosa in epoca romana.
Già il 370 era sede vescovile con Sempronio Grumentino.

Dopo la distruzione di Grumento, fu tra le più fiorenti roccaforti longobarde; fu assegnata dai Normanni ai Malconvenienza e poi ai Guarna. Il feudo passò nel 1220 ai Sanseverino e nel 1550 ai Carafa. Nel 1638 divenne principato della famiglia Pignatelli e rimase in loro possesso fino alle leggi napoleoniche abrogative della feudalità. fig.2

Oggi (fig. 2) il Palazzo Pignatelli è la sede del Municipio.

Nel 1809 il paese fu saccheggiato dalla banda del brigante Taccone.

Sede di una vendita carbonara partecipò ai moti insurrezionali del 1820-21e nel palazzo del Comune si conserva (fig. 3) lo stemma dei carbonari.

MARSICONUOVO

fig.3

Da visitare la Cattedrale dedicata a San Giorgio e a Santa Maria che, col Palazzo Vescovile del XVI secolo, forma un unico complesso. Si raggiunge la Cattedrale , ubicata sulla parte più alta del paese, nella zona dell’antica Civita, percorrendo l’omonima via, una stradina lunga, stretta e ripida. La cinta muraria della Civita era fornita di molte torri di difesa, delle quali alcune ancora visibili nel tessuto urbano.

fig.4

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La chiesa, edificata nel 1131, riedificata nel 1809 dopo l’incendio e tra il 1875 e il 1899 per il terremoto del 1857, restaurata dopo il sisma del 1980,è stata interessata da lavori di ristrutturazione.

L’antica facciata nella fascia superiore con un timpano triangolare, è divisa in tre parti con tre nicchie: in quella centrale vi è una Madonna con angeli, in pietra, del ‘700. La parte inferiore mostra il cinquecentesco portale in pietra con trabeazione che poggia su un architrave, divisa da triglifi. L’interno si presenta a navata unica, a croce latina, con l’alta cupola che sovrasta la zona absidale e due cappelloni laterali. Tra l’altro, contiene un pulpito e un coro del Seicento, il busto di legno di San Canio (1714), dipinti settecenteschi e la statua lignea e dipinta della Madonna col Bambino del Trecento. D’ottima fattura, su modello di marca senese, reinterpretata con vivacità di modi in area campana.

Vicino alla Cattedrale sorgeva il Convento di San Francesco (1330) sul sito del distrutto Castello della Civita.  Rifatto nel sec. XVII, attualmente è visibile solo la torre (fig.4), adibita a sala parrocchiale.

A ridosso di una delle torri dell’antica cinta muraria c’è la Chiesa di San Michele Arcangelo (fig. 5),che fu la prima cattedrale di Marsiconuovo, come attestano alcuni manoscritti. Mostra sulla facciata romanica, affiancata dal settecentesco campanile a capanna, un portale in pietra  databile nel XIII secolo, realizzato dalla bottega di Melchiorre da Montalbano. Nell’interno si nota un controsoffitto a cassettoni, il prezioso Battistero per immersione del XIII secolo in pietra e resti d’affreschi dell’ex zona absidale. Attualmente la chiesa, in fase di restauro, è stata data in comodato d’uso al Comune che realizzerà in questa struttura un Museo diocesano d’arte sacra.

Di fronte si trova (fig. 6) la Chiesa di San Gianuario, edificata nei secoli XI-XVIII. Sorta su un tempio pagano dedicato a Serapide, mostra l’affascinante portale del sec. XII, realizzato da Melchiorre da Montalbano, autore anche di quattro capitelli su colonne rastremate ubicate nell’interno, che reggono una cantoria del Settecento.

La porta bronzea (fig. 7), realizzata nel XX secolo da Antonio Masini di Potenza, illustra la storia di San Gianuario, patrono del paese.

fig.7

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Sulla facciata si può notare il trecentesco busto lapideo di Santo Stefano o forse di San Gianuario.

fig.8

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Nell’interno, nella navata destra c’è un affresco (fig.8 )

del XV secolo, raffigurante il Crocifisso, la Madonna e Maria Maddalena.

A sinistra dell’altare si trova il gruppo scultoreo della Madonna di Costantinopoli. La Madonna col Bambino è sopra una nuvola circondata da angeli. Fanno parte dell’arredo artistico della chiesa le statue lignee di: San Gianuario, San Gaetano e San Michele e  il giogo   dei buoi, custodito in una grande teca.

fig.9

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Si afferma che esso, trainato da due buoi sciolti, nel XIV secolo, portò davanti all’abbazia il corpo di San Gianuario rinvenuto a Macera, nel bosco Arioso del comune d’Abriola. fig.9

La chiesa custodisce temporaneamente alcune tele ad olio del Settecento: Madonna in gloria con Angeli e due Santi, San Gianuario, San Pietro, l’Immacolata, la Madonna Assunta, la Crocifissione, appartenenti alla cattedrale che ora è in restauro.

Nel centro storico, formato da stradine lunghe e strette, da scorci con tegole rosse, da scalinate in pietra, da strettoie, si scorgono anche palazzi gentilizi con portali in pietra, riccamente decorati, come quello  di Palazzo Boccia. Recentemente la casa signorile è stata donata al Comun

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e per essere adibita a scopi culturali e sociali.

Il Palazzo Barrese, a ridosso delle antiche mura, è fornito di una torre facente parte dell’antico sistema di difesa. Sarà presto restaurato poiché è già pronto il suo progetto di ristrutturazione.

Il Palazzo Pignatelli (sec. XVI), tra le più maestose costruzioni della valle dell’Agri, è ora sede del Municipio e della biblioteca comunale. Nel cortile interno si notano: un pozzo (fig. 10) datato 1572, alcune pietre romaniche e  un cippo funerario d’età romana, proveniente dal lavatoio di San Giovanni, situato nella zona omonima.

Nella sala consiliare abbelliscono le pareti i dipinti di Luigi Filippini e di Gino Canarino, pittori di Marsiconuovo.

È da ammirare il Palazzo Navarra per la mole maestosa, per l’eleganza dello stile e per il ricco portale con stemma nobiliare, la cui costruzione risale alla prima metà del Settecento, quando per l’espansione urbanistica si colmò lo spazio esistente tra la vecchia Civita e la collina più bassa.

In Via Garibaldi sono ubicate le chiesette del Santo Spirito e di San Rocco.

La Cappella del Santo Spirito fu forse la cappella privata dei principi Pignatelli.

fig.11

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Essa conserva (fig. 11) il polittico su tavola (1558), di scuola napoletana e una settecentesca acquasantiera. Attualmente appartiene alla famiglia Ventre.

Nella villa comunale, su viale Regina Margherita, in un’aiuola è situato (fig. 12) il monumento bronzeo dedicato alla musicista Mariele Ventre, nativa di Marsiconuovo. L’opera è stata realizzata dall’artista Antonio

fig.12

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Masini, di Potenza.

La Chiesetta di San Rocco,

dedicata poi a Santa Caterina, conserva sull’altare maggiore una tela dipinta ad olio raffigurante  il Matrimonio mistico di Santa Caterina (sec. XVIII), opera di Giuseppe Castellano, di scuola giordanesca.

Nella zona Casale, si trova la Chiesa della Madonna del Carmine (XII-XVIII sec.), luogo di culto del complesso monastico di San Tommaso di Canterbury. Parte di questa costruzione è stata, attualmente, inglobata nel complesso di Palazzo Manzoni, anch’esso in fase di ristrutturazione.

La chiesa, fatta edificare agli inizi del Novecento dal marchese Navarra e restaurata da pochi anni, conserva la scultura lignea raffigurante la Madonna col Bambino in trono, databile nel secondo decennio del XVI secolo, attribuibile ad uno scultore napoletano vicino Giovanni da Nola. L’artista interpreta l’iconografia della Madonna con pacato naturalismo e, nella tensione interiore, si notano tracce della scultura nordica e adriatico-abruzzese rinascimentale.

La struttura della chiesa appare assai composita per le aggiunte avvenute nei secoli. Si entra da un’edicola che poggia su colonne; il campanile, fornito di finestra con feritoia, forse era la torre di difesa del convento, ove la popolazione si rifugiava durante le scorrerie delle soldatesche nemiche e dei briganti.

Nella contrada Santa Maria sorge il Santuario Santa Maria di Costantinopoli del XVI secolo col portale in pietra decorata, da scalpellini locali. Nell’interno si può ammirare un affresco, attualmente in restauro, raffigurante l’Incoronazione della Vergine, tra Angeli e Santi.

Uno sguardo merita la Chiesa di San Marco (XII-XVIII sec.). La facciata, dalle forme classicheggianti, mostra un portale di marmo. L’interno ad unica navata, a croce latina, contiene (fig. 13)  un Crocifisso ligneo del Seicento e un fonte battesimale in pietra del sec. XVI e (fig 14. ).

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Il catino dell’abside è dipinto con le immagini della Madonna col Bambino, San Pietro e San Marco, mentre la volta con i quattro Evangelisti, l’Immacolata, la Madonna del Carmine e Gesù nel Getsemani.

Fuori del paese si nota  la fontana lavatoio, realizzata nel XIX secolo.

Bibliografia

  • Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma. Ermanno Loescher & C., 1889. Ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.
  • Regione Basilicata, Madonne lucane, Altamura (BA), Tipografia Grafica & Stampa, 1999.
  • Anna Grelle Iusco, Arte in Basilicata, Roma, De Luca Editore, 1981.
  • Giuseppe Pasquariello, Marsico… Storia e Natura, Villa d’Agri (PZ), Tecnostampa s.n.c..

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Sull' Autore

Salvatore Sebaste

SALVATORE SEBASTE Salvatore Sebaste (Novoli di Lecce 1939), pittore, scultore e incisore. Consegue la maturità artistica all’Istituto d’Arte di Lecce e al Magistero di Belle Arti di Firenze. Si perfeziona, poi, nelle tecniche incisorie presso lo studio calcografico di Mario Leoni, a Bologna. Vive a Bernalda (MT), in Corso Umberto, 51. Sito internet ed e mail: www.salvatoresebaste.com e info@salvatoresebaste.com Svolge un’intensa attività pittorica, grafica e scultorea negli studi di Bernalda (MT), Bologna e Milano. A Bernalda, dal 1966, il suo laboratorio calcografico è punto d’incontro e di animazione culturale di artisti contemporanei. In questo studio ha stampato, nel 1980, otto acqueforti di Joseph Beuys, le uniche realizzate dall’artista tedesco. Dal 1975 al 1977 è stato Presidente del circolo culturale “La Scaletta” di Matera, dove ha fondato, con altri amici artisti, la “Scuola libera di grafica”. Nel 1992 ha esposto i suoi libri d’arte a “The Museum of Modern Art” di New York ed è inserito nel catalogo “The artist and the book in twentieth - century Italy”, a cura di Ralph Jentsch (Ed. Allemandi, Torino). Nel 1994 ha partecipato alla mostra del libro d’arte al Museo Guggenheim di Venezia ed è presente nel catalogo de “I libri d’artista italiani del Novecento” (Ed. Allemandi, Torino). Dal 1956 ad oggi ha realizzato numerose e importanti rassegne personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere di pittura, scultura e grafica sono collocate in edifici pubblici, chiese, musei e piazze. La sua documentazione artistica si trova negli archivi storici: Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Biblioteca Nazionale RAI di Roma, Galleria per l’Arte Italiana del Novecento a Firenze, Kunsthistorisches Institut a Firenze, Dipartimento delle Arti Visive dell’Università degli Studi di Bologna, Museo Comunale d’Arte Moderna e dell’Informazione a Senigallia (Ancona), Fondazione Re Rebaudengo a Guarene (Cuneo), Centro culturale polivalente a Bagnacavallo (Ravenna), Schweizerische Gesellschaft der freund von kunstauktionen di Max Bollag a Zurigo, Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 “G. Bargellini” di Pieve di Cento, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, Libreria Bocca di Milano. Negli anni ’90 suoi “scritti d’arte” sono stati pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache lucane”. “I percorsi d’Arte” dei 131 paesi della Basilicata e I Profili d’artisti lucani sono inseriti sul sito Internet: http://www.basilicatanet.it Su You tube si trovano documenti-video. Nel 1982 ha pubblicato la prima monografia: “Necessaria Poiesi”, a cura di Franco Vitelli. Ed. Centro Studio “Il Subbio”. Matera, Nel 1998, per l’edizione “Novaluna” Associazione Culturale Internazionale di Brescia, ha pubblicato “Pensieri in movimento”, diario di appunti e riflessioni critiche su e intorno all’arte. Nel 1998 fa fondato la Pinacoteca Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea Bernalda-Metaponto, di cui è stato Direttore. Nel 1999 ha pubblicato la monografia di pittura “Sebaste”, per l’edizione “Pinacoteca Comunale d’Arte Moderna Bernalda-Metaponto”. Il percorso artistico (oltre quarant’anni d’intenso lavoro) è stato elaborato da Rino Cardone. La prefazione è di Claudio Spadoni. Dal 2005 è socio vitalizio della “Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente” di Milano. Nel 2006 pubblica la monografia di grafica ”Salvatore Sebaste - Grafica”, a cura del Consiglio Regionale di Basilicata. Il percorso artistico è stato ricostruito da Elisabetta Pozzetti. La prefazione è di Paolo Bellini. Nel 2007 pubblica la monografia di “Scultura” a cura di Loretta Fabrizi e Anoall Lejcard. Edizioni la “Spiga d’Oro” di Metaponto. Nel 2010, in occasione della mostra antologica presso il Castello Carlo V di Lecce, pubblica la monografia “Il Demone della forma” a cura di Mariadelaide Cuozzo dell’Università di Basilicata, edizione la ”Spiga d’Oro” Metaponto. Dal 2007 ha esposto in importanti Musei Archeologici con opere di scultura e pittura d’ispirazione alla Magna Grecia: 2007 “Metabos”. Evento di sculture. Catalogo con testo di Antonio De Siena. A cura de “La Spiga d’oro”. Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. 2011 “Antichi segni nuovi percorsi”. A cura di Salvatore Bianco, Antonio De Siena e Maria Torelli. Museo Archeologico Nazionale di Policoro. 2012 “I Profumi della Magna Grecia”. A cura di Antonio Giambersio e Maria Torelli. Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Potenza. 2013 “L’Ebbrezza di Dioniso”. A cura di Francesco Perillo e Antonio De Siena. Museo Archeologico Nazionale di Melfi. 2014 -“I Profumi della Magna Grecia”. A cura di Antonio Giambersio e MariaTorelli. Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” di Matera. -“L’Ebbrezza di Dioniso”. A cura Antonio De Siena. Museo Archeologico Nazionale di Metaponto. ------------------------------------------------------------ JOLANDA CARELLA Jolanda Carella nasce a Bernalda in una famiglia d’insegnanti elementari, tra le quali va ricordata la zia Ascensa Lafratta, donna molto rigorosa nel fare il proprio dovere e sempre pronta a dedicarsi agli altri. La giovane Jolanda riceve in famiglia un’educazione culturale di ampio respiro, in una casa fornita di libri e dove si discute frequentemente di temi sociali. Sviluppa, quindi, una personalità forte e autonoma, originale e dinamica rispetto ai canoni tradizionali della femminilità dell’epoca, specialmente nell’Italia meridionale. La spiccata spiritualità e la sensibilità per le problematiche sociali furono inoltre influenzate dalla frequentazione di alcune associazioni presenti sul territorio. Docente per quarant’anni nella Scuola Elementare, ove ha ricoperto incarichi di fiducia: vicaria del Capo d’istituto, segretaria del Consiglio di Circolo, coordinatrice delle insegnanti di classi parallele, è apprezzata e amata ancora oggi dai suoi alunni e colleghi. Come docente approfondisce meglio alcuni argomenti delle attività curriculari e, con il coinvolgimento di genitori ed esperti, pubblica: “Se avessi la bacchetta magica”, “Uomini di pace”, “Bernalda”, il mio paese”. Nel 1960 conosce l’artista Salvatore Sebaste e nel 1965 lo sposa. S’inserisce, quindi, nel campo delle arti figurative: studia, viaggia col marito per l’Europa, visita musei, conosce critici d’arte, scrittori e poeti. Collabora con l’artista da cinquant’anni nella realizzazione di vari eventi culturali espositivi; cura i molteplici cataloghi e libri d’arte di Salvatore Sebaste e di altri artisti lucani. Nel 1961 diventa socia del Circolo culturale “La Scaletta” di Matera, collaborando alle varie iniziative. Nel 1963, con Salvatore Sebaste, fonda l’Associazione Culturale “La Spiga d’Oro”, (di cui è presidente) che diventa poi casa editrice, con sede a Metaponto. Negli anni ’90 collabora col marito a: “Scritti d’arte” (pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache lucane”), “I percorsi d’Arte” dei 131 paesi della Basilicata e i “Profili d’artisti lucani”. Nel 2001 è eletta vice presidente dell’associazione culturale “Novaluna” di Brescia e di Metaponto. La sua casa è frequentata ancora oggi da personaggi del mondo culturale regionale e nazionale. Nel 2003 costituisce a Bernalda una sezione della F.I.D.A.P.A., federazione (opera in tutto il mondo) che valorizza le donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari. Per tre volte eletta presidente, sempre nel C.P.S., ha organizzando concerti, convegni in particolare sulla medicina e sull’archeologia. In collaborazione con le socie ha pubblicato: “Ricette Pittate”, “il Santuario extraurbano di San Biagio alla Venella” e “L’universo femminile tra incanto e disincanto”.

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