MATERA 2019: E DOPO?

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RICCARDO ACHILLI economista

Chiude i battenti Matera 2019. Non è certo questo lo spazio per fare una valutazione di una esperienza così complessa, che ha coinvolto città, tessuto sociale, emergenze culturali ed artistiche, che ha costituito la “vetrina” con la quale la politica locale ha cercato di costruire una vocazione di sviluppo della regione. Ci sarà un rapporto di valutazione che, con le tecniche e le modalità idonee, realizzerà questo lavoro complesso di analisi dell’impatto dell’evento, che ha comunque beneficiato di un cospicuo incremento di visitatori attorno al polo materano, e di importanti riconoscimenti nazionali.

Ciò che in questa sede preme capire e anticipare è il “dopo”. Cosa ci sarà dopo l’evento? Come fare in modo che esso funga da volano per percorsi di sviluppo consolidati, quando le luci del palcoscenico si saranno spente? Personalmente, non credo nella teoria “autopropulsiva” per la quale l’evento, di per sé, possa generare un incremento permanente di visitatori e spesa turistica anche per il futuro, per il semplice effetto di isteresi della promozione dell’immagine della città resa possibile durante quest’anno di vetrina internazionale. I percorsi di sviluppo vanno manutenuti, i punti di rottura nell’inerzia del ritardo di sviluppo aprono strade che vanno continuamente implementate e sostenute, altrimenti il rischio è che, un singolo evento, pur con tutta la sua forza evocatrice di potenziale sviluppo, venga progressivamente emarginato con il ritorno di routine e di forze contrarie.

Allora, ciò significa che c’è da fare, e c’è da fare non solo nella città, ma anche nel territorio circostante. E nemmeno soltanto in termini meramente turistici o di valorizzazione culturale. C’è da fare, intanto, dal punto di vista urbanistico. Non deve sfuggire che Matera, o quantomeno una parte più attiva della sua cittadinanza, ha acquisito, attraverso una esperienza di progettazione partecipata della proposta con cui si è candidata, una coscienza della sua identità e della capacità della comunità di poter dire la sua su una occasione di rilancio importante. Il consolidato di tale esperimento di partecipazione non dovrebbe essere lasciato sfuggire, ed anzi andrebbe esteso ed ampliato, attraverso una generalizzazione dei percorsi di partecipazione sulle scelte urbanistiche o di investimento per la città.

E poi c’è da riflettere sui percorsi di irraggiamento dello sviluppo della crescita turistica sul territorio circostante. A questo proposito, i risultati di una ricerca condotta da FEEM, evidenziano dinamiche interessanti, potenzialità da valorizzare: il 62% dei turisti che hanno visitato Matera dichiara di voler tornate in Basilicata per visitare altri luoghi: più di un terzo di rispondenti sottolineano le attrattive ambientali e culturali della regione. Tale possibilità, però, è ostacolata da una tendenza crescente verso la riduzione delle vacanze e del numero di pernottamenti, indotta anche dal più generalizzato ristagno dei consumi. A tal proposito, occorrerebbe progettare ed offrire, anche tramite i pacchetti dei tour operator, itinerari integrati che, partendo da Matera, abbraccino anche le località più interne, massimizzando il tempo sempre più breve a disposizione per le vacanze. Un occhio andrebbe rivolto anche al turismo crocieristico, tramite il partenariato con il porto di Taranto. Quest’ultimo è uno scalo che, grazie agli attracchi di Marella, inizia a ricevere 3.000-4.000 crocieristi per ogni stagione estiva. Una platea che, almeno in parte, potrebbe essere condotta a Matera, e poi in altri luoghi della regione. Evidentemente, ciò richiede che gli investimenti in accessibilità viaria e ferroviaria previsti a corredo di Matera 2019 siano realizzati, per favorire la possibilità di raggiungere in tempi brevi le destinazioni turistiche, una esigenza vitale quando si parla di crocieristi, che spesso hanno un solo giorno per visitare il territorio. Più in generale, il trasporto pubblico locale andrebbe riorganizzato mettendo a disposizione navette con corse frequenti e sistematiche nell’alta stagione che, da e per Matera, consentirebbero di visitare i luoghi di interesse turistico dei dintorni, fino al metapontino.

Attrezzare eventi itineranti stagionali, ad esempio di tipo teatrale, cinematografico o lirico, attraverso i Comuni dell’hinterland materano (una specie di versione materana delle “estati romane” allargata anche all’hinterland), contribuirebbe a dare una continuità alle esperienze creative e di spettacolo messe in mostra durante l’anno in cui Matera è stata al centro di tanti eventi, e di numerose iniziative di tipo culturale, anche giovanili, che occorrerebbe non disperdere. Una scuola di recitazione, con insegnanti provenienti da tutta l’Europa, potrebbe essere insediata nella città dei Sassi, insieme ad una Facoltà delle arti dello spettacolo di Unibas, da collocare anch’essa a Matera. Senza dimenticare l’esigenza di una attività promozionale sistematica rispetto all’attrazione di cast cinematografici, il cui arrivo a Matera non va lasciato al caso ed alla volontà del singolo regista, ma va favorita, anche mettendo a disposizione una cittadella di studios che funga da punto di appoggio per chi voglia produrre dei film in loco, sfruttando i panorami unici che Matera e le Murge possono offrire.

Da questo punto di vista, la ridotta capacità ricettiva di Matera, rispetto alla crescita dei flussi turistici in ingresso, potrebbe costituire una opportunità per sviluppare ricettività anche nei Comuni limitrofi, redistribuendo in modo più sostenibile i carichi di accoglienza, soprattutto per una città, come Matera, dagli equilibri molto delicati, che potrebbe essere messa in crisi da eccessivi numeri di turisti soggiornanti. Un sistema elettronico di prenotazione alberghiera potrebbe, quindi, gestire i flussi, redistribuendoli su un territorio più vasto in modo più armoniosa e a convenienza di tutti.

Una progettazione di questo tipo, ed altro ancora, dovrebbe passare da un consolidamento del ruolo di progettualità e di coordinamento della Fondazione, da liberare da logiche politiche o spartitorie fra Regione e Comune, e da restituire ad un ruolo programmatico e tecnico, anche mediante l’inserimento nella sua gestione di altre Fondazioni attive nella valorizzazione culturale del Sud, come la Fondazione con Il Sud. La Regione potrebbe contribuire incentivando, anche finanziariamente, iniziative di particolare rilevanza, grazie alle risorse SIE, ed il Comune potrebbe mettere a disposizione spazi attrezzati per attività di spettacolo o di tipo culturale e creativo.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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