VALERIA IANNUZZI – FLUSSO DI INCOSCIENZA
Mancava l’asfalto
tra la mia corsa
e la tua casa.
Avvilita
mi sporcavo
di attese e vergogne.
Umiliata
mi spogliavo
dagli istanti
dai peccati
dai monologhi eterni
sfogliando stagioni
dai profumi onirici.
Candida
soffocavo
sotto i gravi passi
delle primule eterne.
L’eco del vento
mi aveva corrotta.
Ho fatto un salto
di migliaia di miglia
per abbracciare
l’universo.
La luce spesso
sfiora le labbra
del tempo
mormorando
favole e rancori.
C’era una volta un dio
che aveva fede in me
ma l’ho deluso.
Cullami… Cullami…
Cullami.
Il mare
sputa i suoi dolori
verso una luna
irraggiungibile.
Le parole
si sbriciolano
in una danza frenetica.
Un’armata di ragni
ha avvelenato
le mie poesie
ma nessuno
le ha difese.
E poi,
e poi c’è un forte
rumore di
niente.
