VALSINNI, L’ANTICA FAVALE

0
 IOLANDA CARELLA & SALVATORE SEBASTE

carellaVALSINNIsebaste

 

L’origine è antichissima. Sulla cima del monte Coppolo, vi sono ancora ruderi  di una cinta muraria a forma di blocchi squadrati, disposti a filari sfasati nel cui interno si trova una sorgente d’acqua e i resti dell’acropoli edificato nel IV secolo a.C.. Si trattava di una città fortificata, che il prof. Lorenzo Quilici propone d’identificare con Lagaria, la mitica città che, seconda la leggenda, fu fondata da Epeo, costruttore del Cavallo di Troia.

Si chiamò Favale fino al 1863. Cambiò poi il nome in Valsinni, forse per la sua posizione nella valle del fiume Sinni.

Documentata dall’XI secolo, tra gli altri fu feudo dei Sanseverino principi di Salerno, dei Vivacqua di Oriolo, dei Capaccio, dei Galeota, dei Morra.

Valsinni è nota per aver dato i natali alla poetessa Isabella Morra, protagonista di un funesto evento consumatosi all’età di 25 anni nel 1546 nel castello medioevale. Isabella venne tragicamente uccisa dai fratelli per la relazione epistolare col nobile poeta di origine spagnola, Diego Sandoval De Castro, di Bollita (Nova Siri). I tre fratelli Morra non esitarono ad uccidere anche il castellano spagnolo e il precettore di Isabella per essere stato messaggero d’amore.

Il Castello  d’aspetto aragonese, ma già esistente in epoca medioevale, è situato sulla sommità del paese e domina tutto l’abitato. Attualmente è proprietà privata. Alcune stanze, che possono essere visitate, conservano l’arredamento interno dell’epoca ed altre sono state ristrutturate per conferenze ed importanti manifestazioni culturali.

È in atto la costituenda Pinacoteca comunale che custodirà 32 opere di artisti contemporanei che si sono ispirati alle poesie di Isabella Morra.

Nel periodo del Risorgimento si distinse per il gran numero d’appartenenti alle associazioni segrete.

Nel 1861, tragica fu l’incursione dei briganti, provenienti dal bosco di Colobraro.

Si chiamò Favale fino al 1863, poi divenne Valsinni forse per la sua posizione sulla valle del fiume Sinni.

Nel centro storico interessante è ) la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, riedificata nel 1853, sull’antica chiesa medioevale. Il nuovo portale fu costruito con alcuni pezzi dell’antico portale, costituito di una pietra arenaria che si altera scagliandosi a falde e su cui sono visibili frammenti di una decorazione medioevale con motivi zoomorfici e fitomorfici.

L’interno ha il soffitto a capriate di legno. A destra dell’ingresso si nota  un’acquasantiera di grandi dimensioni, adibita in origine a fonte battesimale. È costituita da una base, un fusto con venature giallo-brune ed un bacile di pietra arenaria grigio-verde su cui si notano i buchi del coperchio in legno, tipico della sua vecchia funzione. Sempre a destra c’è la statua di cartapesta di San Donato. Nella seconda cappella spicca  la scultura lignea policroma della Madonna col Bambino del XVIII secolo, caratterizzata da una visione plastica d’accentuata dolcezza, dove i contorni si arrotondano morbidamente e le superfici si sfumano in tenui vibrazioni di colore. Nella terza cappella si fa notare un tabernacolo ligneo con tarsie, mentre nella quarta su un altare di marmo a tarsia c’è la bella statua a mezzo busto  di San Fabiano, protettore del paese. La scultura fu realizzata in legno dorato e dipinto, nel 1717, nella bottega napoletana di Giacomo Colombo. Il santo veste abiti pontificali, benedice con la mano destra e regge un libro con la sinistra. Il busto, che poggia su una base poligonale decorata con motivi floreali dipinti, è caratterizzato da rigore plastico ed eleganza.

Nell’abside domina  un grande Crocifisso in legno policromo del XV secolo, di un’assoluta severità formale, di un pathos altamente drammatico e di una grande suggestione.

Ai due lati del presbiterio sulle lesene si notano le statue lignee di San Giuseppe e di San Michele Arcangelo del XVIII secolo. A sinistra dell’altare ci sono:  un’acquasantiera del 1740, lavorata in pietra locale molto compatta che si erge su un capitello e che sarà utilizzata come fonte battesimale, la magnifica scultura lignea  della Madonna delle Grazie del XVII-XVIII secolo e le statue lignee dell’Immacolata, Santa Lucia, San Rocco del XVIII secolo.

Attenzione meritano il pulpito e l’organo del 1752, realizzati con legno decorato.

Sempre nel centro storico s’incontra la Cappella dell’Annunziata, in attesa di restauro. Contiene quattro affreschi:  l’Annunciazione, la Crocifissione ed altri due dipinti indecifrabili per le pessime condizioni di conservazione.

Il centro storico è dominato dalla mole del castello intorno al quale, in file concentriche e sovrapposte, si snodano i vicoli del borgo antico. Le strade strette e le gradinate che s’incrociano creano  armonia di forme e di spazi. In antichi locali sono ubicati il Museo dei mestieri  ed alcune botteghe artigianali.

Tra i nobiliari palazzi è da segnalare il Palazzo Mauri, che conserva ancora il frantoio (fig. 14) con grosse macine antiche in pietra, che sarebbe da restaurare, come altre case gentilizie. Belli sono (fig. 15) alcuni portali in pietra, lavorati da scalpellini locali, quando in paese nel XVIII secolo era fiorente l’artigianato.

Nel Municipio si conserva la tela dipinta ad olio, raffigurante  la Madonna inginocchiata con Angeli e l’eterno Padre che sarà sistemata nel Centro Visite del Parco Letterario.

Bibliografia

  • Lorenzo Predone, La Basilicata, Bari, Dedalo Litostampa, 1964.
  • Parco Letterario Isabella Morra, Viaggio sentimentale nei luoghi che ispirarono la poetessa Isabella Morra, Comune di Valsinni.
Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento